Rassegne e commenti

Il contributo analizza la valorizzazione delle competenze nella pubblica amministrazione italiana come snodo centrale delle recenti riforme amministrative connesse al PNRR. La tesi sostenuta è che l’agenda delle competenze non si esaurisca nell’ampliamento dell’offerta formativa, ma riveli una tensione più profonda tra la crescente disponibilità di strumenti di programmazione e sviluppo del capitale umano – PIAO, Syllabus, framework digitali, ambientali e trasversali – e la persistente continuità di modelli di reclutamento, valutazione e gestione del personale non sempre coerenti con una amministrazione orientata al valore pubblico. Muovendo da un approccio interdisciplinare, che intreccia il diritto amministrativo, l’economia aziendale e la public governance, il contributo distingue le competenze tecnico-specialistiche connesse alle transizioni digitale, contabile e verde dalle competenze trasversali necessarie alla reattività organizzativa.

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Il contributo analizza il sistema centrale europeo per la trasmissione e lo scambio elettronico delle informazioni relative alle spedizioni transfrontaliere di rifiuti, istituito dal Regolamento (UE) 2024/1157 e disciplinato sul piano tecnico dal Regolamento di esecuzione (UE) 2025/1290. L’analisi prende le mosse dal paradigma dell’economia circolare nella sua accezione debole, nel cui solco si inserisce la riforma, per poi ricostruire l’evoluzione del regime sulle forme delle comunicazioni per le procedure relative alle spedizioni transfrontaliere di rifiuti. Il contributo esamina quindi la struttura del sistema centrale, le sue funzioni, nonché il requisito di interoperabilità con altri sistemi digitali europei sul piano orizzontale e il rapporto con i sistemi nazionali sul piano verticale. Le conclusioni evidenziano come la digitalizzazione delle procedure contribuisca a ridurre gli oneri amministrativi per gli operatori e a rafforzare la trasparenza dei flussi, senza tuttavia incidere sulle dinamiche strutturali del modello produttivo, e segnalano il rischio di una frammentazione attuativa in funzione della capacità degli Stati membri di adeguarsi al nuovo quadro tecnico e organizzativo.

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In un momento storico di grandi transizioni, tra cui quella digitale, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome – «organo comune» delle autonomie regionali ai sensi dell’articolo 117, comma 8, della Costituzione – si conferma quale sede istituzionale di interlocuzione nei rapporti verticali con il Governo, il Parlamento e le Istituzioni dell’Unione europea. Nel solco di un regionalismo cooperativo ormai consolidato, le più varie fonti disponibili conducono unanimemente a un preciso ruolo della Conferenza, all’interno della più ampia governance multilivello, anche nel processo di innovazione tecnologica delle Pubbliche amministrazioni.

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Lo scritto intende esaminare il rapporto tra gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’Unione europea attraverso il c.d. “Green Deal” europeo e le più recenti strategie dell’UE in materia di energia nucleare, al fine di valutare se tali programmi convergano verso un obiettivo climatico comune o, al contrario, seguano traiettorie normative e politiche divergenti. Muovendo dall’analisi delle fonti giuridiche dell’UE e degli strumenti di soft law eurounitari, lo studio esplora le recenti iniziative relative all’energia nucleare, comprese quelle relative alla sicurezza, alla gestione dei rifiuti e al suo potenziale ruolo nel raggiungimento degli obiettivi climatici. Pur riconoscendo che l’energia nucleare non è al centro del Green Deal, lo scritto mira a evidenziare le principali peculiarità di questa fonte energetica analizzandone le implicazioni giuridiche e amministrative.

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Il novellato art. 6 del Codice dei contratti pubblici impone un ripensamento delle modalità di esercizio del potere amministrativo. Accanto al modello tradizionale di amministrazione, fondato sulla dicotomia tra autorità pubblica e cittadino quale destinatario passivo delle decisioni amministrative, assume un rilievo crescente il paradigma dell’amministrazione condivisa, caratterizzato da iniziative e forme strutturate di coinvolgimento dei privati nella cura dell’interesse generale. In tale contesto, particolare attenzione merita il ruolo degli Enti del Terzo Settore, ove la collaborazione tra amministrazioni pubbliche ed enti del Terzo Settore si realizza, in particolare, attraverso gli strumenti della co-programmazione, della co-progettazione e dell’accreditamento, oggi disciplinati, seppur in termini essenziali, dal Codice del Terzo Settore.

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Il presente contributo intende delineare l'evoluzione delle funzioni consultive della Corte dei conti, come previsto dalla legge n. 1 del 2026, in relazione alle modifiche in corso del ruolo costituzionale della Corte. Sebbene la Costituzione non faccia esplicito riferimento a funzioni consultive della Corte dei conti, l’analisi cerca di chiarire le numerose basi costituzionali che sostengono le funzioni consultive storicamente svolte dalla magistratura contabile, nonché i limiti che incontra il legislatore nel prevedere l’attribuzione di nuove funzioni costituzionalmente innominate.

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Il presente elaborato si propone di ricostruire lo stato dell’arte in materia di applicazione dell’intelligenza artificiale al procedimento amministrativo. Dopo aver delineato il quadro normativo di riferimento e le principali coordinate teoriche, l’analisi si concentra sulla distinzione tra attività vincolata e attività discrezionale della pubblica amministrazione, indagando le implicazioni giuridiche, organizzative e di responsabilità derivanti dall’utilizzo di sistemi algoritmici nei due ambiti. In conclusione, vengono tratte alcune considerazioni sistematiche volte a individuare, nella trasparenza e nella motivazione dell’atto, i presidi essenziali per garantire la legalità e la legittimità dell’azione amministrativa nell’era dell’amministrazione algoritmica.

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Il contributo indaga il tema dell’accesso alla giustizia ambientale nel sistema europeo multilivello di tutela dei diritti umani, a partire dalla sentenza-pilota Cannavacciuolo e altri c. Italia. L’analisi si sofferma sulle criticità della tutela degli interessi collettivi e meta-individuali, mettendo in luce i limiti di un approccio restrittivo alla legittimazione ad agire delle associazioni ambientaliste.

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Il contributo, dopo aver ricostruito le più recenti evoluzioni della politica europea in materia di energia rinnovabile, approfondisce il contributo che le comunità energetiche rinnovabili (CER) possono fornire ad una transizione energetica “giusta” ed orientata alla crescita economia. A tal fine si prospetta l’impiego delle CER come strumento di amministrazione condivisa, attraverso il quale l’amministrazione può rendere i cittadini protagonisti della transizione energetica e, allo stesso tempo, perseguire ulteriori finalità di interesse pubblico (es: riconversione del sistema energetico territoriale, rigenerazione urbana, sviluppo di aree economicamente depresse, inclusione sociale, realizzazione di smart cities). A fronte di tale premessa, sono indagate le possibili criticità che l’impiego da parte dell’amministrazione delle CER, quali enti di diritto privato, possono generare, come la necessità di garantire il rispetto dei principi di uguaglianza, imparzialità e trasparenza oppure quella di funzionalizzare l’attività delle CER verso le finalità di interesse pubblico, prospettando anche alcune possibili soluzioni.

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Lo scopo di questo studio era di analizzare la distinzione tra inattività e ritardo nei procedimenti amministrativi in Polonia, con riferimento alla legislazione nazionale e alle pratiche giudiziarie. L'analisi della giurisprudenza è stata utilizzata per identificare i problemi incontrati nel contrastare l'inattività amministrativa, mentre il metodo giuridico-formale ha guidato le proposte di miglioramento legislativo, comprese le modifiche al codice di procedura amministrativa e alla legge n. 153 “Sui procedimenti dinanzi ai tribunali amministrativi”. I risultati raggiunti identificano una chiara necessità di perfezionare le norme procedimentali, aumentando la precisione normativa in tema di scadenze, restringendo i motivi discrezionali connessi alle concessione di proroghe, e rafforzando le funzioni di supervisione al fine garantire maggiore tempestività nell’esame dei casi.

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