Azione amministrativa

Il principio di leale cooperazione informativa può essere definito come il principio in base al quale le diverse pubbliche amministrazioni debbono cooperare nello scambio di dati, informazioni e documenti che siano funzionali allo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali. Questo principio riveste un’importanza cruciale nel percorso di progressiva digitalizzazione ed automazione dei processi decisionali della pubblica amministrazione. Nonostante nel nostro ordinamento siano previsti una serie di strumenti volti a rendere sempre più effettivo e agile lo “scambio informativo” tra amministrazioni, non sempre nei fatti tale “cooperazione informativa” avviene in modo pieno. Si pone, pertanto, la necessità di indagare il livello di giustiziabilità di tale principio, ossia di verificare quali sono i rimedi procedimentali e processuali a disposizione di una pubblica amministrazione che voglia reagire alla omessa trasmissione di dati, informazioni e documenti necessari allo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali.

Continua a leggere

L’articolo analizza le condizioni di liceità del trattamento di dati personali applicabili alle pubbliche amministrazioni nell’esercizio delle loro funzioni, alla luce della disciplina europea e di quella nazionale. Il contributo pone quindi in discussione la compatibilità della normativa italiana con quella sovranazionale in quanto il nostro legislatore ha autorizzato in via generale il trattamento di dati personali e lo scambio di tali dati tra autorità pubbliche ogniqualvolta questo sia necessario per il perseguimento di fini istituzionali, laddove invece il legislatore europeo richiede che la base giuridica nazionale si fondi su un criterio di proporzionalità tra trattamento dei dati e fini pubblici perseguiti.

Continua a leggere

L’utilizzo di algoritmi e di sistemi di intelligenza artificiale nell’ambito dell’azione amministrativa ha messo a dura prova le garanzie del giusto procedimento amministrativo. In assenza di una disciplina legislativa in materia a livello nazionale, i giudici amministrativi hanno elaborato i c.d. principi di legalità algoritmica, mutuandoli perlopiù dal Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (GDPR), allo scopo di tutelare le situazioni giuridiche dei cittadini coinvolti nel procedimento amministrativo. Nello specifico, le pronunce impongono alle pubbliche amministrazioni il rispetto dei principi di conoscibilità dell’algoritmo, di non esclusività della decisione algoritmica e di non discriminazione algoritmica. Dopo una breve ricognizione del contenuto di questi principi, il presente contributo mira ad analizzare il rapporto tra essi e l’art. 21-octies, comma 2, della legge n. 241/1990, al fine di verificare se siano stati intesi dalla giurisprudenza come delle regole procedurali rinforzate, idonee dunque ad evitare la dequotazione dei vizi di procedura degli atti amministrativi vincolati ai sensi del citato articolo 21-octies. E, in particolare, se tale rafforzamento procedurale possa attuarsi in ottica compensativa di un eventuale deficit di legalità sostanziale, dovuto all’esercizio di poteri amministrativi impliciti in relazione all’utilizzo degli algoritmi, oppure se debba discendere da un diverso percorso ermeneutico.

Continua a leggere

In che misura, e in che modo, il controllo giurisdizionale è influenzato dal suo specifico contesto costituzionale? I recenti sviluppi nel controllo giurisdizionale sull’esercizio dei poteri amministrativi in Australia possono essere di un certo interesse per esplorare questo terreno. Questo paper discute dell’impatto della legge fondamentale australiana, la Costituzione, sull’applicazione giudiziaria di un concetto centrale per il sindacato giurisdizionale: l’invalidità. Sostiene che il pieno impatto della separazione del potere giudiziario nella Costituzione australiana sulla riflessione sullo status delle decisioni “invalide” deve ancora essere rivelato; e indica alcuni settori potenziali in cui possono essere necessari adeguamenti dottrinali per riflettere e integrare il ruolo dell’invalidità “costituzionalizzato”.

Continua a leggere

Il Codice Civile Italiano si è caratterizzato, sino dal testo originario del 1865, ed anche nel testo normativo emanato nel 1942, e tuttora vigente, per una durata e resistenza nel tempo: lo scritto analizza in primo luogo le ragioni che stanno a fondamento di questa permanenza temporale. Alla stessa maniera, e sempre lungo il corso del tempo, si sono evidenziati forti legami tra le norme contenute nel Codice Civile, e la loro applicazione nei confronti delle pubbliche amministrazioni: anche questi legami sono trattati nello scritto, sia con riguardo a specifici ambiti di organizzazione delle amministrazioni pubbliche, sia in merito ai principi generali, di matrice civilistica, che trovano odierna applicazione all’interno della attività amministrativa.

Continua a leggere