Leonardo Scuto

Dottore di Ricerca in Diritto Pubblico, Internazionale ed Europeo (curriculum Diritto Amministrativo) nell'Università degli Studi di Milano e Avvocato nel foro di Milano

Il presente contributo si propone di analizzare il fenomeno delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), intese quale modello innovativo di cooperazione energetica, basato sulla partecipazione attiva dei cittadini, sulla condivisione dell’energia e sulla sostenibilità ambientale. A partire dal quadro normativo europeo e nazionale di riferimento, l’analisi si concentrerà sull’efficacia delle CER quale strumento di contrasto alla povertà energetica, approfondendone le caratteristiche essenziali. In seguito, verranno esaminati i benefici e le principali criticità emerse nell’applicazione concreta di tale modello rispetto al contrasto della povertà energetica. Sebbene le CER possano costituire uno dei pilastri fondamentali per una “transizione energetica giusta”, appare evidente la necessità di una loro implementazione effettiva e omogenea sull’intero territorio nazionale.

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Il presente contributo assume la smart city come “paradigma” delle politiche ambientali ed energetiche dell’UE, nel solco del Green Deal. Pertanto, le Comunità energetiche nelle smart city dovrebbero essere un motore per la transizione energetica, nonché un modo per affrontare l’emergenza climatica. In questo senso, descrivendo le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sviluppate in Italia, si delinea il ruolo del “cittadino” come parte di una comunità intelligente che deve essere promossa e implementata sia dall’UE che dagli Stati membri. In questo percorso, il principio di leale cooperazione, che consente di affrontare le questioni amministrative transfrontaliere certamente presenti nelle CER, rappresenta un principio flessibile (con pro e contro) per assicurare gli interessi delle generazioni future, senza trascurare gli obiettivi di sostenibilità.

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Il presente contributo si propone di indagare il ruolo della digitalizzazione nella creazione e gestione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), muovendo dall’analisi di tre coordinate principali, tra cui la collaborazione tra soggetti pubblici e privati, l’impatto decentralizzante delle CER rispetto al sistema energetico nazionale e l’integrazione delle CER con le tecnologie digitali. Le CER, per l’appunto, costituiscono un valido modello capace di promuovere benefici economici, sociali e ambientali, riducendo i costi energetici, supportando i cittadini economicamente svantaggiati e favorendo l’uso di energie rinnovabili. In siffatto contesto, il fenomeno della decentralizzazione modifica radicalmente il modello di produzione energetico tradizionale, grazie alla generazione distribuita e ai sistemi di smart grids. Le smart grids e gli smart meters consentono, infatti, lo scambio bidirezionale di energia e agevolano le transazioni peer-to-peer. A fortiori, le tecnologie digitali, come la Distributed Ledger Technology (DLT) e i token digitali, facilitano queste transazioni in un mercato energetico locale, permettendo ai “prosumer” di vendere l’energia in eccesso. In sintesi, le CER, supportate dalle tecnologie digitali, favoriscono la partecipazione attiva dei cittadini, promuovendo un sistema energetico sostenibile e decentralizzato. Pertanto, lo scopo di questo lavoro è altresì quello di invitare a considerare l’importanza di integrare le strategie di transizione energetica con la digitalizzazione, al fine di favorire un mercato elettrico in cui il cittadino sia protagonista del sistema energetico.

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In tema di danno ambientale, il principio di derivazione europea “chi inquina paga” non giustifica nessun obbligo in capo al proprietario non responsabile dell’evento inquinante di adottare interventi di messa in sicurezza di emergenza; i criteri di imputazione della responsabilità non possono prescindere dall’accertamento del nesso causale tra l’attività posta in essere dal soggetto e l’evento inquinante.

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Questo articolo si propone di indagare i tratti distintivi del fenomeno della rigenerazione urbana come espressione del principio di sviluppo sostenibile, alla luce del modello di amministrazione digitale, ovvero una nuova struttura volta a favorire la digitalizzazione dei processi decisionali e una trasformazione delle funzioni amministrative, utilizzando le Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (TIC). Questi elementi dovrebbero essere i principi su cui deve basare il nuovo modello di sviluppo urbano. L'influenza delle TIC sulle valutazioni ambientali è fondamentale per comprendere appieno il la portata delle sfide affrontate dal legislatore italiano in tema di rigenerazione urbana. Lo scopo di questo lavoro è, quindi, quello di proporre un metodo per realizzare la migliore interazione possibile tra le forme tradizionali e innovative di rigenerazione urbana, cercando di identificare, nello specifico, come gli enti locali possano trarre vantaggio dalle nuove tecnologie sia in un'ottica procedurale che ambientale. Si sottolinea come le soluzioni tecnologiche innovative oggi trovino la loro massima espressione nello sviluppo di un nuovo modello urbano – le energie rinnovabili – che è uno dei mezzi individuati per perseguire gli obiettivi fissati dall'SDG n. 11 delle Nazioni Unite .

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Con sentenza del 12 febbraio 2022 n. 248/2022, il Tar Puglia ha avuto modo di pronunciarsi su alcuni fondamentali aspetti legati all’impatto che un impianto agrivoltaico di nuova generazione ha sul territorio, considerandolo meno gravoso rispetto ad un tradizionale impianto fotovoltaico. Inoltre, il Giudice di prime cure ha riconosciuto l’inidoneità del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale della Regione Puglia con riferimento a queste nuove configurazioni impiantistiche, statuendo, in definitiva, la compatibilità dell’agrivoltaico con le esigenze agricole e pastorali del territorio.

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