Il presente contributo esamina il rapporto tra il principio e il diritto alla buona amministrazione e la realizzazione progressiva dei diritti economici, sociali e culturali (DESC), con particolare riferimento al diritto all’abitazione. Sebbene la buona amministrazione sia riconosciuta in molteplici tradizioni costituzionali e negli ordinamenti giuridici sovranazionali, il suo potenziale nel rafforzare l’attuazione dei diritti economici, sociali e culturali rimane ancora poco sviluppato. Lo studio sostiene che l’obbligo di dovuta diligenza – componente essenziale della buona amministrazione – possa fungere da standard procedurale e sostanziale concreto per valutare se le autorità pubbliche stiano adempiendo ai propri obblighi di mezzi nella promozione dei diritti sociali. Richiamando la giurisprudenza europea, interamericana e internazionale, il contributo chiarisce il contenuto della dovuta diligenza, distinguendola dai principi di proporzionalità e ragionevolezza.
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La presente analisi esamina il rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale con riferimento a un profilo attinente al diritto a una buona amministrazione e all’equità delle decisioni amministrative discrezionali: ciò che può essere definito come «riserva di umanità» o «riserva umana». Con riguardo a tale questione, lo studio affronta i temi del limite, dell’empatia umana, delle tipiche inferenze abduttive proprie dell’essere umano e delle garanzie procedimentali (che devono comprendere l’audizione e l’obbligo di motivazione), quali elementi rilevanti per l’applicazione del principio di precauzione allo stato attuale della tecnologia e per l’adozione di scelte normative volte a escludere l’intelligenza artificiale dalle decisioni amministrative discrezionali automatizzate, al fine di preservare la correttezza e l’equità delle decisioni. L’intelligenza artificiale dovrebbe pertanto svolgere esclusivamente una funzione di supporto al decisore umano nell’esercizio dei poteri amministrativi discrezionali. Sono infine esaminate le normative vigenti dell’Unione europea e degli Stati membri che prevedono tale riserva, nonché le possibili evoluzioni normative future in questo ambito.
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L’analisi considera il ruolo dell’intelligenza artificiale (IA) in relazione alle smart cities. Le città europee utilizzano sempre più spesso l’IA per lo sviluppo di città intelligenti. Tuttavia, insieme ai suoi indubbi benefici, devono essere considerati anche i rischi che l’IA presenta. Il contributo analizza il possibile utilizzo dell’IA nel campo della pianificazione urbana e dell’edilizia abitativa e conclude considerando i limiti legali all’uso dell’IA nelle città intelligenti e la necessità di stabilire una riserva di umanità, cioè una riserva agli esseri umani di determinate decisioni, come già stabilito da varie legislazioni nazionali e dal regolamento UE sull’IA del 2024 per quanto riguarda le decisioni giudiziarie.
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