Emilia-Romagna

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Il presente contributo ha ad oggetto lo studio dei provvedimenti adottati da parte della Regione Emilia-Romagna, al fine di analizzare, con un approccio il più possibile sistematico, la gestione e gli strumenti di governance adottati più in generale a livello regionale al tempo dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, sia sotto il profilo dell’attività sia sotto il profilo organizzativo.

[The measures adopted by the Emilia-Romagna Region to face the Covid-19 pandemic] The paper deals with the decisions adopted by the Emilia Romagna Region. The aim is to analyse, with a systematic approach, the management and the governance instruments adopted at the regional level to face the Covid-19 virus, either under the profile of the activity or under an organisational perspective.

1. Premessa

Il presente contributo ha l’obiettivo di inquadrare le misure adottate della Regione Emilia-Romagna nella gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, segnatamente nella c.d. Fase 1, alla luce del contesto giuridico attuale caratterizzato da un pluralismo di poteri pubblici, ovvero di centri di produzione normativa e da una intensa (e quasi ipertrofica) attività di normazione, sia di rango primario, sia di rango secondario, sia a livello centrale statale, sia a livello decentrato regionale.

L’emergenza epidemiologica da Covid-19, ha trovato una formalizzazione in senso proprio con la deliberazione del 31 gennaio da parte del Consiglio dei Ministri avente ad oggetto la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale[1] per la durata di sei mesi (fino al 31 luglio), sulla base della dichiarazione di “Emergenza internazionale di salute pubblica” da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), al fine di consentire l’emanazione delle necessarie ordinanze di Protezione Civile[2]. I pubblici poteri hanno dovuto misurare la propria legittimazione affrontando l’emergenza sanitaria, che ha investito per prima in modo significativo il nostro Paese mettendone in crisi il sistema economico e sociale[3]. In virtù della competenza legislativa statale in materia di “profilassi internazionale” (art. 117, comma 1, lett. q Cost.) ed attesa la competenza che la legge 23 dicembre 1978, n. 833 “Istituzione del servizio sanitario nazionale” attribuisce allo Stato in materia di epidemie[4], il Governo sta affrontando la prima fase dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 da un lato sotto il profilo organizzativo, avvalendosi della figura del Commissario straordinario[5] dotato di ampi poteri[6] che agisce in stretto raccordo con la Protezione Civile, e dall’altro sotto il profilo dei poteri e degli atti adottati, facendo sovente ricorso al potere amministrativo, adottando atti riconducibili alla categoria delle fonti normative di carattere secondario (soprattutto i dPCM), che hanno ricevuto copertura legislativa, segnatamente con il potere di decretazione d’urgenza, assoggettato all’iter parlamentare ordinario di conversione in legge. Le Regioni, in primis quelle settentrionali maggiormente interessate dall’emergenza sanitaria, hanno fatto frequente ricorso al potere amministrativo, ricorrendo perlopiù anch’esse agli atti riconducibili alla categoria delle fonti normative di carattere secondario, e ricorrendo talvolta al potere legislativo con l’adozione di provvedimenti legislativi regionali. L’Emilia-Romagna in particolare, così come altre Regioni, si è avvalsa perlopiù di Ordinanze, emanate a mezzo di Decreto del Presidente della Giunta regionale, mentre non ha esercitato, almeno nella c.d. Fase 1 di gestione dell’emergenza, il potere legislativo in senso proprio. Alcune Regioni, tra le quali anche l’Emilia-Romagna, sotto il profilo strettamente organizzativo, hanno adottato la gestione dell’emergenza sanitaria a mezzo della figura del Commissario.

2. La base giuridica del potere d’ordinanza regionale in materia di igiene e sanità pubblica

Il d.l. 23 febbraio 2020, n. 6, convertito con modificazioni in l. 5 marzo 2020, n. 13, all’art. 3 comma 2 ha previsto che «nelle more dell’emanazione dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1» ovvero per quanto riguarda le misure urgenti per evitare la diffusione del Covid-19 «nei casi di estrema necessità ed urgenza le misure di cui agli articoli 1 e 2 possono essere adottate ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dell’articolo 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e dell’articolo 50 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267». Infine è stato disposto che le misure adottate «perdono efficacia se non sono comunicate al Ministro della salute entro ventiquattro ore dalla loro adozione».

A fondamento dell’intervento del potere d’ordinanza[7], a cui sia lo Stato sia le Regioni hanno fatto massiccio ricorso nell’immediato, per affrontare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, vi è pertanto innanzitutto l’art. 32, l. 23 dicembre 1978, n. 833, rubricato “Funzioni di igiene e sanità pubblica e di polizia veterinaria”. La legittimazione del potere d’ordinanza regionale trova sicuro ancoraggio, nella previsione del comma 3, secondo cui nelle medesime «materie sono emesse dal presidente della giunta regionale o dal sindaco ordinanze di carattere contingibile ed urgente, con efficacia estesa rispettivamente alla regione o a parte del suo territorio comprendente più comuni e al territorio comunale». Le norme per l’esercizio delle funzioni in materia di sanità pubblica, di vigilanza sulle farmacie e di polizia veterinaria, come dispone il comma 2, sono demandate alla legge regionale che per quanto riguarda l’Emilia-Romagna è individuata nella l.r. 4 maggio 1982, n. 19 e s.m.i. All’art. 4, comma 1, di quest’ultima è previsto che il Presidente della Giunta regionale «può emettere ordinanze di carattere contingibile e urgente in materia di igiene e sanità pubblica e di polizia veterinaria, con efficacia estesa all’intero territorio regionale o a parte di esso comprendente più Comuni». Accanto al potere di ordinanza contingibile ed urgente, al Presidente della Giunta regionale, o per sua delega all’Assessore regionale alla Sanità, è riconosciuto, al successivo comma 2, anche un potere d’ispezione, strumentale all’emanazione di ordinanze, che può essere disposto in qualsiasi momento. Infine al comma 3 è previsto che le relative funzioni istruttorie «sono svolte dai competenti servizi ed uffici regionali» che possono avvalersi dei servizi e presidi delle Aziende Unità Sanitarie Locali (AUSL). All’art. 13, comma 1, è disposto che «l’attività di vigilanza in materia di igiene pubblica, veterinaria e farmaceutica» è di competenza del servizio della AUSL che svolge le corrispondenti funzioni, ed è svolta, in difetto di corrispondenza, dal servizio di igiene pubblica. Infine, per quanto d’interesse in questa sede, con riferimento agli strumenti per il contrasto all’emergenza epidemiologica da Covid-19, l’art. 19 disciplina le funzioni in materia di igiene e sanità pubblica svolte dall’AUSL, tramite il Servizio di igiene pubblica, tra le quali risaltano anche quelle attinenti alla «profilassi delle malattie infettive e parassitarie», e quelle relative alla «raccolta delle informazioni correnti nelle materie di competenza e l’attuazione di indagini epidemiologiche, anche ai fini della determinazione delle mappe territoriali di rischio, in collaborazione con il servizio di medicina preventiva e igiene del lavoro».

Un’altra fonte normativa che abilita esplicitamente il potere di ordinanza regionale è quella di cui all’art. 50 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL), in particolare al comma 5 è previsto che in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica aventi carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale autorità sanitaria locale. Nel caso in cui l’emergenza sanitaria o di igiene pubblica assume carattere sovralocale «l’adozione dei provvedimenti d’urgenza, ivi compresa la costituzione di centri e organismi di referenza o assistenza, spetta allo Stato o alle regioni in ragione della dimensione dell’emergenza e dell’eventuale interessamento di più ambiti territoriali regionali».

La disposizione di cui all’art. 50, comma 5, TUEL richiama inevitabilmente un’altra disposizione di cui all’art. 117 d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112[8] rubricato “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59”, che reca un contenuto sostanzialmente analogo. Con riguardo al potere di ordinanza regionale contingibile ed urgente, in materia di trasporto pubblico locale[9], uno specifico riferimento a livello normativo è ravvisabile nell’art. 3, comma 2, d.l. 23 febbraio 2020, n. 6, secondo cui, come ribadito peraltro all’art. 1, comma 1, n. 5, del dPCM 11 marzo 2020, il Presidente della Giunta regionale tramite ordinanza «può disporre la programmazione del servizio erogato dalle Aziende del Trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza coronavirus sulla base delle effettive esigenze». Il d.l. 25 marzo 2020, n. 19 disciplina tra gli altri il rapporto tra le misure statali adottate con dPCM per rispondere all’emergenza epidemiologica e i provvedimenti degli enti territoriali posti in essere per la medesima finalità, prevedendo all’art. 3 che le Regioni, nelle more dell’adozione dei dPCM, e con efficacia limitata fino a tale momento, possano adottare misure ulteriormente restrittive esclusivamente nelle attività di loro competenza e senza incisione delle attività produttive e di quelle a rilevanza strategica nazionale[10].

Infine occorre accennare all’apparato sanzionatorio approntato al fine di assicurare il rispetto delle misure, tipizzate in un atto di rango primario (d.l. 25 marzo 2020, n. 19) applicabili su tutto il territorio nazionale, per contenere e contrastare i rischi sanitari conseguenti, per periodi di tempo predeterminati, e che si estende anche alle violazioni previste da dPCM (come disposto dall’art. 2), comma 1, da provvedimenti delle Regioni o da ordinanze del sindaco (come previsto dall’art. 3). All’art. 4 sono previste le sanzioni applicabili per la violazione delle misure di contenimento del contagio, prevedendo prevalentemente sanzioni amministrative, pecuniarie e interdittive, e solo nei casi più gravi una sanzione penale. In particolare è escluso che la violazione delle misure di contenimento comporti l’applicazione della pena prevista dall’art. 650 c.p. e viene dunque meno la contravvenzione per l’inosservanza degli ordini dell’autorità, la quale viene punita con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro (già prevista dall’art. 4 del d.l. 23 febbraio 2020, n.6 che viene dunque abrogato). A chiunque violi le misure di contenimento è, infatti, comminata la sanzione amministrava pecuniaria con il pagamento di una somma compresa da 400 a 3.000 euro.

3. L’Unità di crisi regionale Covid-19 ed il Commissario ad acta regionale per l’emergenza

L’emergenza epidemiologica da Covid-19 a livello regionale ha determinato, sotto il profilo organizzativo l’esigenza di una generale seppure temporanea riallocazione nell’esercizio dei poteri e delle connesse funzioni, rispetto all’assetto ordinario, al fine di ottimizzare l’azione amministrativa e gestire in maniera più celere, efficace ed efficiente l’emergenza medesima. La governance della gestione dell’emergenza si è caratterizzata per un duplice intervento suddiviso in due fasi distinte: il primo intervento si è collocato in una fase iniziale dell’emergenza in cui peraltro non era ancora insediata e dunque pienamente operativa la Giunta regionale; il secondo intervento si è collocato in una fase avanzata dell’emergenza in cui è assicurata la piena operatività dell’organo politico esecutivo regionale.

L’assetto della governance della gestione della fase iniziale dell’emergenza, è stato cristallizzato nella formale costituzione, da parte di un decreto del Presidente della Giunta regionale[11] di un’Unità di crisi regionale Covid-19, di cui fanno parte oltre al Presidente che la presiede, un rappresentante della Prefettura di Bologna[12], l’Assessore alle Politiche per la Salute, l’Assessore alla Protezione Civile, il Direttore generale Cura della persona, Salute e Welfare, il Direttore Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, un Rappresentante dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ed un Rappresentante dell’Unione Provincie d’Italia (UPI). Quanto al funzionamento dell’Unità citata, il decreto dispone «incontri dell’Unità, convocati ad iniziativa della Presidenza della Giunta Regionale, ogni qual volta ne ravvisi la necessitò, potranno essere invitati componenti e strutture operative di protezione civile e delle aziende sanitarie locali, o altri Dirigenti e Funzionari regionali o appartenenti ad altre Pubbliche amministrazioni in considerazione di specifiche esigenze ed in relazione alle competenze che dovessero essere necessarie». La formalizzazione dell’Unità di crisi regionale risponde alla volontà di garantire una risposta coordinata ed unitaria del sistema regionale all’emergenza sanitaria in corso, preso atto del sistema di governance avviato in collaborazione con le istituzioni del territorio ed in attesa del formale insediamento della nuova Giunta regionale a seguito delle elezioni regionali del 26 gennaio 2020, avvenuto successivamente alla proclamazione dello stato di emergenza.

La governance regionale di gestione dell’emergenza in una fase avanzata si è contraddistinta per la volontà politica di adottare soluzione organizzative più idonee alla gestione dell’emergenza, rafforzando le misure organizzative già adottate, anche al fine di garantire unitarietà d’azione nell’attuazione delle indicazioni e delle prescrizioni fissate dallo Stato. Pertanto è stata ritenuta opportuna la nomina con Decreto del Presidente della Giunta regionale di un Commissario ad acta[13]. E’ previsto che quest’ultimo incarico, operi in stretto raccordo con il Presidente medesimo, la Giunta regionale e le sue articolazioni organizzative, nonché con l’Unità di crisi regionale, assicurando un qualificato supporto tecnico, scientifico e organizzativo nel compimento degli atti e dei provvedimenti all’uopo necessari. L’incarico di Commissario ad acta che ha una durata minima di trenta giorni, prorogabili in relazione all’andamento dell’emergenza epidemiologica, è stato successivamente oggetto di proroga[14] sino al 31 luglio 2020, salva la possibilità di cessazione anticipata in relazione all’andamento dell’epidemia o per rinuncia motivata dell’incaricato. Al Commissario ad acta è stata affidata l’attività di comunicazione istituzionale ed è stato attribuito altresì il potere di impartire, ove necessario, direttive alle strutture del Sistema Sanitario Regionale più interessate, sotto il profilo della tutela sanitaria, dagli interventi di contrasto alla diffusione del fenomeno epidemico.

Al fine di affrontare l’emergenza epidemiologica, a livello nazionale il Capo del Dipartimento della protezione civile, ai sensi dell’art. 1 dell’Ordinanza n. 630 del 3 febbraio 2020[15], assicura il coordinamento degli interventi necessari[16], avvalendosi anche di soggetti attuatori, individuati anche tra gli enti pubblici economici e non economici e soggetti privati, che agiscono sulla base di specifiche direttive, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. A tale scopo con apposito decreto il Capo del Dipartimento della Protezione Civile del 23 febbraio 2020[17], ha nominato il Presidente della Giunta regionale soggetto attuatore, al fine di coordinare le attività poste in essere dalle strutture della Regione Emilia-Romagna competenti nei settori della protezione civile e della sanità, impegnate nella gestione dell’emergenza relativa al rischio sanitario connesso alla diffusione di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. Ai sensi dell’art. 1 comma 2 del citato Decreto «il Soggetto attuatore (…) opera sulla base di specifiche direttive impartite dal Capo del Dipartimento della protezione civile oltre che in stretto raccordo con la struttura di coordinamento del Dipartimento della Protezione civile attivata per la gestione dell’emergenza di cui in premessa». Il Soggetto attuatore per «l’espletamento dei compiti affidati, può avvalersi delle deroghe di cui all’articolo 3 dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 630 del 3 febbraio 2020 e successive ordinanze al fine di assicurare la più tempestiva conclusione dei procedimenti, nonché della disciplina sul trattamento dei dati personali di cui all’articolo 5 della medesima ordinanza». In attuazione delle precedenti disposizioni il Presidente della Giunta regionale, in qualità di Soggetto attuatore, ha adottato il Decreto n. 27 del 4 marzo 2020, in materia di misure organizzative interne per assicurare il tempestivo approvvigionamento dei beni e servizi in ambito di protezione civile, avvalendosi dell’Agenzia Regionale per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile ai fini dell’acquisizione dei beni e servizi quali dispositivi di protezione individuale e altre attrezzatture sanitarie, nonché di tutti gli eventuali ulteriori beni e servizi, che rientrano nell’ambito di competenza della stessa, che vengano successivamente individuati dal Soggetto attuatore, in quanto necessari per far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

4. Le misure della Regione Emilia-Romagna nella gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19

4.1. Ordinanza contingibile e urgente n. 1 del 23 febbraio 2020 del Ministero della Salute

Il primo intervento, con riferimento al territorio regionale dell’Emilia-Romagna, risale all’Ordinanza n. 1 emanata il 23 febbraio dal Ministro della Salute d’intesa con il Presidente della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna[18] a seguito della riscontrata diffusione di casi di persone risultate positive al Covid-19, sul territorio regionale segnatamente nella Provincia di Piacenza, correlabili al focolaio lombardo, con cui sono state disposte misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica predetta. Attraverso il Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 16 del 24 febbraio 2020, sono stati forniti chiarimenti in ordine all’applicazione delle misure contenute nell’Ordinanza. Le misure contenute nell’Ordinanza citata, vigenti fino alla data del 1° marzo 2020, hanno previsto la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, la chiusura dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti, risultando consentite soltanto le attività formative a distanza. E’ stata prevista anche la sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’art. 101 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio, ad eccezione delle biblioteche. E’ stata disposta la sospensione di ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero. E’ stato introdotto l’obbligo per le persone fisiche che hanno fatto ingresso in Regione Emilia-Romagna da zone a rischio epidemiologico, di comunicare tale circostanza al dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria competente per territorio ai fini dell’adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva. L’Ordinanza ha recato, inoltre, prescrizioni in ordine all’adozione da parte dei cittadini delle misure igieniche da assumere per le malattie a diffusione respiratoria ed ha invitato la direzioni sanitarie ospedaliere e le strutture socio-sanitarie residenziali a disporre limitazioni all’accesso dei visitatori rispettivamente presso le aree di degenza dei pazienti ed alle aree dedicati agli ospiti delle citate strutture. E’ stato previsto per gli operatori sanitari l’obbligo di attenersi alle prescrizioni inerenti alle misure di prevenzione della diffusione delle infezioni per via respiratoria e disinfezione degli ambienti di lavoro. Infine l’Ordinanza ha disposto la disinfezione con cadenza quotidiana dei treni regionali e di tutti mezzi di trasporto pubblico locale, oltreché la sospensione delle procedure concorsuali.

4.2. Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 16 del 24 febbraio 2020

Con riferimento all’Ordinanza contingibile e urgente n. 1 del 23 febbraio 2020 adottata dal Ministero della Salute d’intesa con il Presidente della Giunta regionale, il Decreto ha fornito alcuni chiarimenti applicativi in ordine all’art. 1 comma 2, lett. a) e b)[19], a mezzo di una circolare allegata al presente atto.

4.3. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 29 dell’8 marzo 2020

La presente Ordinanza ha richiamato la disposizione di cui all’art. 5 comma 4 del dPCM 8 marzo 2020 secondo cui rimane «salvo il potere di ordinanza delle Regioni, di cui all’art. 3, comma 2, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6», e ha disposto che alcune delle norme di cui al dPCM 8 marzo 2020 riguardanti alcune misure urgenti per evitare la diffusione del Covid-19[20] fossero estese al tutto il territorio dell’Emilia-Romagna con efficacia dal 9 marzo sino al 3 aprile. Un’altra misura che è stata disposta dall’ordinanza dal 10 marzo 2020 e fino al 3 aprile 2020, ha riguardato la sospensione dell’attività dei centri semiresidenziali per anziani e per disabili (centri diurni) e dei centri socio-occupazionali per disabili su tutto il territorio regionale incentivando dove possibile percorsi di domiciliarità, sempre con l’obiettivo di prevenire il rischio di contagio nella popolazione anziana e dei disabili. Infine l’Ordinanza ha disposto per il medesimo arco temporale, per gli addetti di alcune attività commerciali nel servizio a contatto con i clienti l’obbligo di indossare specifici dispositivi di protezione individuale di ottemperare a determinate prescrizioni igienico-sanitarie e di disporre la sanificazione periodica dei locali di lavoro.

4.4. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 31 del 9 marzo 2020

Il presente provvedimento ha disposto che le previsioni di cui all’art. 1, comma 1, lett. d) e n) che riguardano rispettivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive e le modalità di svolgimento delle attività di ristorazione e di bar, si estendano al territorio dell’Emilia-Romagna dal 10 marzo al 3 aprile 2020. Inoltre è stato previsto che nell’attività di trasporto con taxi e noleggio con conducente gli «addetti impegnati nella conduzione dei veicoli devono, a far data dall’11 marzo 2020 e fino al 3 aprile 2020, indossare una mascherina e guanti monouso. E’ fortemente raccomandata la sanificazione del mezzo con regolarità».

4.5. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 32 del 10 marzo 2020

Anche la presente Ordinanza ha esordito prevedendo che le disposizioni ivi contenute, che hanno avuto vigenza dall’11 marzo al 3 aprile, di cui all’art. 1 comma 1, lett. n del dPCM dell’8 marzo 2020[21] fossero estese anche a tutte le attività che prevedono la somministrazione ed il consumo sul posto e quelle che prevedono l’asporto ed inoltre che le medesime attività osserveranno la chiusura al pubblico per l’intera giornata nei giorni festivi e prefestivi. Per le medesime attività è stato consentito «il servizio di consegna presso il domicilio o la residenza del cliente, con la prescrizione per chi organizza l’attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente ovvero una cd. piattaforma – di evitare che il momento della consegna preveda contatti personali». Nell’Ordinanza è stato specificato che le previsioni di cui al comma 1, non si applicano ai servizi di ristorazione all’interno di strutture ricettive quali per esempio alberghi, residenza agriturismi, villaggi turistici, campeggi, ostelli e bed & breakfast per i clienti che vi soggiornano. Infine, in chiusura del provvedimento è stata disposta la sospensione per mercarti ordinari e straordinari, mercati a merceologia esclusiva ed i mercatini e le fiere, fatta eccezione per i mercati a merceologia esclusiva per la vendita di prodotti alimentari e più in generale, ai posteggi destinati e utilizzati alla vendita dei medesimi prodotti.

4.5. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 34 del 12 marzo 2020

L’Ordinanza interviene in tema di programmazione del servizio erogato dalle Aziende del Trasporto pubblico locale, con riferimento alle misure di gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, con validità dal 13 al 25 marzo 2020. Il provvedimento, ha ritenuto di approntare «sull’intero territorio regionale, misure per i servizi di trasporto pubblico sia su autobus sia ferroviario, necessarie a garantire uniformità nell’attuazione e per il contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19» tenendo conto «che il servizio di trasporto pubblico costituisce un servizio essenziale per soddisfare i bisogni di mobilità della popolazione». La finalità è stata quella di adeguare il servizio predetto agli obiettivi e alle misure contenute nel dPCM, e garantire ai cittadini (con particolare attenzione agli spostamenti dei lavoratori nel territorio regionale) adeguate condizioni di accessibilità ai luoghi e ai servizi. L’Ordinanza ha così disposto dal 13 marzo la riprogrammazione del servizio ferroviario regionale, secondo un piano proposto dall’operatore ferroviario e condiviso con la Regione «che garantisca un servizio almeno con cadenza oraria sulle linee principali o nelle ore di punta e bi-orario sulle rimanenti linee e fasce orarie». Per quanto riguarda, invece, l’erogazione del servizio di trasporto pubblico locale sul bus (urbano ed extraurbano) è stato disposto che, in tutte le province dell’Emilia-Romagna, le Agenzie locali per la Mobilità, competenti per l’affidamento del servizio e per la conseguente stipulazione del relativo contratto, provvedessero all’erogazione, secondo la programmazione prevista nel calendario di vacanza scolastica. Quest’ultima dev’essere concordata tra le Agenzie locali per la Mobilità e gli operatori affidatari dei servizi. E’ stata, peraltro, ribadita l’applicazione della misura inerente alla sanificazione dei mezzi di trasporto di cui all’art. 3 comma 1, lett. l) dPCM dell’8 marzo 2020[22] con la specificazione di alcune misure[23]. Infine, per quanto concerne il trasporto pubblico non di linea, quali il servizio di taxi, e noleggio con conducente, l’Ordinanza ha rivolto un invito agli enti locali, affinché ciascuno in base alla propria competenza, rimodulasse l’offerta del servizio, sentito il parere delle organizzazioni di categoria, prevedendo riduzione dello stesso in base alle effettive esigenze finalizzate comunque a garantire i servizi minimi essenziali.

4.7. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 35 del 14 marzo 2020

L’Ordinanza ha previsto sospensioni di attività e limitazioni vigenti dal 15 marzo 2020 sino al 25 marzo 2020, la cui validità è stata successivamente prorogata con ulteriore Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 49 del 25 marzo 2020. Il presente provvedimento ha disposto che le previsioni di cui all’art. 1 comma 1, punto 2 del dPCM 11 marzo 2020[24] inerenti la sospensione dei servizi che attengono al settore ristorativo, fossero estese a tutte le attività che prevedano la somministrazione ed il consumo sul posto e quelle che prevedano l’asporto, per le quali è rimasto consentito il servizio di consegna presso il domicilio o la residenza del cliente, nel rispetto delle disposizioni igienico-sanitarie, con quest’ultima prescrizione estesa anche a chi organizza l’attività di consegna a domicilio sia esso lo stesso esercente ovvero una cd. piattaforma. Inoltre, nel caso di attività di somministrazione di alimenti e bevande esercitata in forma congiunta ad attività commerciale (rivendita di tabacchi, rivendita di giornali o riviste, vendita di beni alimentari) anche in esercizi polifunzionali, l’attività di somministrazione di alimenti e bevande è stata sospesa, fermo restando l’apertura della/e attività commerciale/i consentita/e. Sempre con riguardo alle sospensioni per le attività d cui al predetto punto 2 del citato dPCM, è stato disposto che le amministrazioni pubbliche, al fine di permettere ai dipendenti e agli operatori, che in base dell’art. 1, comma 1, punto 6[25] svolgono attività indifferibili da rendere in presenza, di poter usufruire del servizio durante i turni di lavoro potendo disporre che i titolari dell’esercizio di bar o ristorazione, mantengano l’apertura di tutti gli esercizi situati all’interno di strutture al servizio di uffici e servizi pubblici. Con riferimento alle deroghe previste ai divieti imposti alle attività di commercio al dettaglio di cui al punto 1 del dPCM citato è stata disposto che «le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali sono chiusi nelle giornate festive e prefestive, ad esclusione delle farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività». In ogni caso deve essere «garantita la distanza interpersonale di 1 metro, anche attraverso la modulazione dell’orario di apertura. Resta vietata ogni forma di assembramento». Il provvedimento ha reiterato la previsione di sospensione per mercarti ordinari e straordinari, mercati a merceologia esclusiva ed i mercatini e le fiere, fatta eccezione per i mercati a merceologia esclusiva per la vendita di prodotti alimentari e più in generale, ai posteggi destinati e utilizzati alla vendita dei medesimi prodotti. Anche in questo caso deve essere «garantita la distanza interpersonale di 1 metro, anche attraverso la modulazione dell’orario di apertura. Resta vietata ogni forma di assembramento». Sono rimaste consentite, invece, le attività di ristorazione all’interno di strutture ricettive come gli alberghi e le residenze alberghiere agriturismi per clienti che vi soggiornano. Gli stabilimenti balneari e le relative aree di pertinenza hanno subito, in base a quanto ha previsto il punto 5 dell’Ordinanza, una limitazione assoluta in termini di accesso al pubblico, rimanendo consentito l’accesso ai predetti luoghi soltanto al personale impegnato in comprovate attività di cantiere e lavorative in corso, anche in relazione alle aree assegnate in concessione e relative pertinenze. E’ stato previsto che la sospensione dei servizi di cui all’art. 1 comma 1, punto 3 di cui al dPCM 11 marzo 2020[26] «non si applica a tutte le attività necessarie di servizi alla casa (a titolo esemplificativo: idraulici, elettricisti, etc.) ed ai mezzi (a titolo esemplificativo: gommisti, elettrauto, meccanici, carroattrezzi)». L’Ordinanza dispone, sulla scorta di quanto il legislatore nazionale ha previsto con riferimento alle nome inerenti allo svolgimento delle assemblee di società, con il d.l. 17 marzo 2020 n. 18, all’art. 106, comma 2, la possibilità, per gli enti pubblici strumentali, vigilati, gli enti privati in controllo pubblico istituiti o partecipati dalla Regione anche in deroga alle norme che presiedono al loro funzionamento, di «riunire i propri organi collegiali, anche in sede deliberante, con modalità telematiche che assicurino la massima riservatezza possibile delle comunicazioni e consentano a tutti i partecipanti alla riunione la possibilità immediata di visionare gli atti della riunione, intervenire nella discussione, scambiare documenti, esprimere il voto, approvare il verbale». Infine, stante la situazione di assoluta emergenza e per ottimizzare e favorire il più possibile la possibilità di accoglienza di pazienti affetti da Covid-19, è stata disposta l’immediata sospensione di «qualunque erogazione di prestazioni programmabili e non urgenti da parte delle strutture del sistema sanitario privato».

4.8. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 39 del 16 marzo 2020

La presente Ordinanza ha disposto modifiche alle proprie precedenti ordinanze approvate con Ordinanza n. 34 del 12 marzo 2020 e n. 36 del 15 marzo 2020. Più precisamente, per quanto riguarda il primo provvedimento, è stato disposto che «a decorrere dal 18 marzo 2020 e sino al 25 marzo 2020 il servizio ferroviario regionale sarà oggetto di riprogrammazione con ulteriori riduzioni rispetto a quanto definito dall’ordinanza n. 34 del 12/3/2020». Quanto al contenuto della riprogrammazione, essa dovrà «soddisfare le esigenze di spostamento dei lavoratori negli orari di maggior afflusso, e l’accessibilità ai turnisti e a coloro che operano in attività ritenute essenziali dalle disposizioni vigenti. Al contempo, la programmazione renderà possibile garantire la continuità dell’esercizio e l’operatività degli impianti tutelando la salute dei lavoratori ed evitando la necessità di iniziative ancor più drastiche». E’ stato previsto, inoltre, che «allo scopo di garantire adeguati livelli di servizio proporzionati alla domanda e alle necessità di accessibilità, durante il periodo di attuazione il servizio verrà costantemente monitorato». Per quanto attiene al servizio di trasporto pubblico locale a mezzo di bus (urbano ed extraurbano) dal 18 marzo 2020 e sino al 25 marzo 2020, come previsto nell’Ordinanza n. 34 del 12 marzo 2020, sono state previsti alcune ulteriori riduzioni del servizio medesimo garantendo gli spostamenti dei lavoratori nelle ore di punta e di maggior afflusso e con particolare riferimento a coloro che operano in attività ritenute essenziali dalle disposizioni vigenti[27].

4.9. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 41 del 18 marzo 2020

L’obiettivo delle disposizioni contenute nel presente provvedimento, vigenti dal 19 marzo 2020 sino al 3 aprile 2020, è stato quello di evitare l’assembramento di persone, a tale fine è stata pertanto disposta la chiusura di parchi e giardini pubblici. L’uso della bicicletta e lo spostamento a piedi sono stati ammessi «esclusivamente per le motivazioni ammesse per gli spostamenti delle persone fisiche (lavoro, ragioni di salute o altre necessità come gli acquisti di generi alimentari)». Qualora la motivazione fosse stata l’attività motoria o l’uscita con l’animale di compagnia per le sue esigenze fisiologiche è stato previsto l’obbligo a restare in prossimità della propria abitazione. Per il contrasto alle forme di assembramento tra persone sono state previste, inoltre, limitazioni anche per l’apertura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, ai sensi del dPCM 11 marzo 2020, posti nelle aree di servizio e di rifornimento carburante[28].

4.10. Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 42 del 20 marzo 2020

Il provvedimento ha dettato misure organizzative per il servizio sanitario regionale al fine di fronteggiare adeguatamente l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Il provvedimento ha preso atto che «le Regioni possano acquistare direttamente i dispositivi di protezione individuale (DPI) e che gli ordini di acquisto, emessi dal Dipartimento della Protezione Civile o dalle Amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, della medesima OCDPC n. 639/2020, tra le quali si annoverano le Regioni, hanno priorità assoluta rispetto ad ogni altro ordine già emesso». La necessità che ha giustificato i presenti atti organizzativi, è quella di «adottare specifiche misure organizzative che consentano di agevolare la realizzazione di lavori, il tempestivo approvvigionamento dei beni e servizi ritenuti di prima necessità utili al contrasto dell’attuale emergenza epidemiologica nonché alla continuità ed all’ampliamento dei servizi di assistenza sanitaria». E’ stato ritenuto di «individuare le Aziende sanitarie e gli IRCCS regionali quali strutture operative per le acquisizioni di beni e servizi nonché per il ripristino, il potenziamento e la realizzazione tramite gli opportuni lavori di infrastrutture, che rientrano negli ambiti di competenza delle stesse, volte a far fronte all’emergenza epidemiologica COVID-19 in corso». Pertanto si è disposto «di autorizzare i Direttori Generali/Commissari Straordinari delle Aziende sanitarie e IRCCS regionali a far valere il diritto di prelazione, rispetto agli ordini emessi da altre Amministrazioni/soggetti privati, espressamente previsto dall’art. 1, comma 1, OCDPC 639/2020 e, in generale, per le attività di cui al punto 1), ad avvalersi motivatamente delle deroghe previste dall’OCDPC 630/2020 e ss.mm.ii., nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico e dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario». Il Decreto ha disposto altresì che la Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare garantisse «forme di coordinamento e di razionalizzazione degli acquisti e dei lavori, in coerenza alla rilevazione periodica dei fabbisogni di prestazioni sanitarie nonché di adeguamento e sviluppo delle infrastrutture e tecnologie biomediche, espressi dai medesimi Enti sanitari per fronteggiare l’attuale emergenza epidemiologica, anche attraverso la valorizzazione delle competenze di aggregazione e razionalizzazione delle forniture, servizi e lavori».

4.11. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 43 del 20 marzo 2020

L’Ordinanza ha previsto disposizioni urgenti in materia di gestione dei rifiuti a seguito dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, vigenti dal 23 marzo fino a tutto il perdurare dello stato di emergenza «oltre i successivi trenta giorni necessari al corretto e ordinario ripristino del servizio pubblico di gestione dei rifiuti». In particolare si è preso atto che l’emergenza epidemiologica da Covid-19 tuttora in corso, ha delle «evidenti ripercussioni anche sulle attività di gestione dei rifiuti urbani, di cui occorre garantire lo svolgimento corretto e continuativo trattandosi di servizio pubblico non interrompibile». Atteso che l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), con nota del 12 marzo 2020 ha disposto una serie di raccomandazioni, in ordine alla corretta gestione dei rifiuti, si è disposto che «in deroga alle ordinarie modalità di raccolta, i rifiuti di qualunque natura prodotti da unità domestiche in cui sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria, siano classificati come rifiuti urbani (EER 20 03 01) e debbano essere conferiti nella frazione di rifiuto urbano indifferenziato» ed altresì che «in deroga alle ordinarie modalità di raccolta, i rifiuti rappresentati da DPI (mascherine, guanti, fazzoletti, etc.) utilizzati come prevenzione al contagio da COVID -19, prodotti da unità domestiche in cui non sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria debbano essere conferiti nella frazione di rifiuto urbano indifferenziato». Per garantire una regolare frequenza attività di raccolta dei rifiuti è stato disposto che i soggetti Gestori del servizio integrato di gestione dei rifiuti operanti sul territori regionale debbano assicurare la raccolta dei rifiuti urbani indifferenziati su pubblica via con un frequenza «pari ad almeno due volte a settimana eventualmente attraverso circuiti di raccolta dedicati anche a chiamata». Altre due obblighi posti a carico dei medesimi soggetti hanno riguardato innanzitutto la sospensione del ritiro dei rifiuti ingombranti nei casi in cui il servizio non possa essere espletato in condizioni di sicurezza per gli operatori oppure nei casi in cui il personale debba essere adibito altre attività legate al servizio di gestione dei rifiuti urbani. Secondariamente agli stessi soggetti è stata accordata la possibilità di operare una riduzione circa gli orari o sospendere l’apertura dei Centri di raccolta, fermo restando la possibilità di operare il conferimento dei rifiuti delle attività produttive, assimilate alle utenze domestiche, che non hanno subito sospensione nella propria attività. E’ stato previsto inoltre il recepimento delle raccomandazioni formulate dall’ISS «in ordine all’utilizzo e pulizia delle dotazioni strumentali all’esercizio del servizio integrato di gestione dei rifiuti ivi compresa la sanificazione dei mezzi e delle divise». Il provvedimento ha disposto anche «che i rifiuti urbani indifferenziati debbano essere prioritariamente inviati direttamente a termovalorizzazione, senza alcun trattamento preliminare» ed inoltre che senza implicare irragionevoli modificazioni dell’organizzazione del servizio «i rifiuti indirizzati ad impianti di discarica dal vigente PRGR possano essere inviati agli impianti di termovalorizzazione secondo i flussi riportati nell’Allegato 1, parte integrante del presente atto; qualora permanga il conferimento in discarica lo stesso dovrà essere preceduto dal necessario trattamento svolto con tutte le modalità più idonee ad assicurare la salute degli operatori». Alla struttura a livello regionale competente per materia, è stato affidato il compito di predisporre il monitoraggio costante circa «l’andamento dell’incremento della frazione dei rifiuti urbani indifferenziati, a seguito della situazione straordinaria in atto e delle disposizioni della presente ordinanza, al fine di disporre l’eventuale adeguamento del funzionamento degli impianti di termovalorizzazione, in relazione anche al tempo di durata della dichiarazione dello stato di emergenza che potrebbe comportare grosse difficoltà di smaltimento». E’ stato disposto al punto 9 dell’Ordinanza che, in deroga ai vigenti atti autorizzativi rilasciati ai sensi dell’art. 208 del d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, Codice dell’Ambiente, «i titolari degli impianti presenti sul territorio regionale già autorizzati alle operazioni di gestione dei rifiuti D15 (Deposito preliminare) e R13 (Messa in riserva) possano aumentare rispettivamente la capacità annua di stoccaggio, nonché quella istantanea, nel limite massimo del 20%». La stessa misura è stata estesa anche ai «titolari delle operazioni di recupero assentite ai sensi degli artt. 214 e 216 del D.lgs. 152/06 ferme restando le “quantità massime” fissate dal DM 5 febbraio 1998 (allegato IV) e dal DM n. 161 del 12 giugno 2002». E’ stato reso noto a coloro che intendano avvalersi delle suddette deroghe l’obbligo di inviare a Prefettura, ARPAE, Comune, AUSL, Vigili del fuoco, apposita comunicazione dove si esplicitano i quantitativi di rifiuti oggetto della deroga medesima. Il provvedimento infine ha ordinato «a richiesta del gestore dell’impianto e al fine di garantire la chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti urbani la modifica tempestiva dell’autorizzazione: a. degli impianti di discarica per consentire l’ingresso di scarti derivanti dalle lavorazioni dei rifiuti urbani raccolti in maniera differenziata che non trovano più ingresso nelle originarie destinazioni ovvero gli scarti delle lavorazioni dei rifiuti urbani indifferenziati; b. degli impianti di recupero degli scarti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani che non trovano più recapito verso le destinazioni finali previste in autorizzazione, stabilendo ove possibile, diversi ed ulteriori utilizzi». Infine è stato previsto il divieto «dell’abbruciamento del materiale vegetale di risulta dei lavori forestali e agricoli. Sino alla cessazione dello stato di emergenza non si applicano i permessi previsti dall’articolo 58 del Regolamento forestale regionale n.3/2018».

4.12. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 45 del 21 marzo 2020

Il presente provvedimento, le cui previsioni hanno avuto efficacia dal 23 marzo al 3 aprile, ha disposto, ferme restando tutte le misure statali, regionali e comunali vigenti di contenimento del rischio di diffusione del coronavirus, il divieto di accesso al pubblico ai «cimiteri comunali, garantendo, comunque, l’erogazione dei servizi di trasporto, ricevimento, inumazione, tumulazione, cremazione delle salme». L’Ordinanza ha previsto la sospensione nei giorni festivi di «tutte le attività di commercio al dettaglio e all’ingrosso, comprese le attività di vendita di prodotti alimentari, sia nell’ambito degli esercizi di vicinato che delle medie e grandi strutture di vendita, anche ricompresi nei centri commerciali o in gallerie commerciali», salve le farmacie e le parafarmacie per le quali la sospensione non opera. Infine, è stata ribadita la sospensione per mercarti ordinari e straordinari, mercati a merceologia esclusiva ed i mercatini e le fiere, fatta eccezione per i mercati a merceologia esclusiva per la vendita di prodotti alimentari e più in generale, ai posteggi destinati e utilizzati alla vendita dei medesimi prodotti.

4.13. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 49 del 25 marzo 2020

L’Ordinanza ha previsto disposizioni riguardanti il trasporto pubblico con efficacia dal 26 marzo al 3 aprile, ed ha disposto altresì la proroga dell’ordinanza n. 35 del 14 marzo 2020. In particolare, è stata comunicato che dal 26 al 29 marzo la programmazione del servizio ferroviario regionale non avrebbe subito alcuna modificazione rispetto a quanto riportato nell’Ordinanza n. 39 del 16 marzo 2020. A partire dal 30 marzo è stato disposto che il medesimo servizio, «sarà oggetto di riprogrammazione con ulteriori riduzioni rispetto a quanto definito dall’ordinanza medesima, secondo un programma proposto dall’operatore ferroviario e condiviso con la Regione, che garantisca di massima il servizio nel medesimo arco temporale giornaliero, possa soddisfare le esigenze di spostamento dei lavoratori negli orari di maggior afflusso e l’accessibilità ai turnisti e a coloro che operano in attività ritenute essenziali dalle disposizioni vigenti». Il provvedimento ha previsto che il programma del servizio si dovrà articolare «con cadenza almeno bioraria ad eccezione della fascia mattutina dalle 9.00 alle 12.00 nella quale il servizio sarà sospeso per garantire le operazioni di manutenzione della linea, tutelando le condizioni di salubrità e sicurezza per i lavoratori dei gestori dell’infrastruttura». La programmazione, nella disposizione contenuta nell’Ordinanza, ha avuto il compito di assicurare «la continuità dell’esercizio e l’operatività degli impianti, tutelando la salute dei lavoratori ed evitando la necessità di iniziative ancor più drastiche». Per quanto riguarda il servizio di trasporto pubblico locale su autobus, a partire dal 26 marzo, sono state confermate le disposizioni di cui all’Ordinanza n. 39 del 16 marzo 2020 (con riferimento ai territori di Piacenza e Rimini sono state confermate le misure di cui al punto 18 dell’Ordinanza n. 48 del 24 marzo 2020) infine sono state parimenti confermate le misure inerenti all’accesso ai mezzi previste nell’Ordinanza n. 34 del 12 marzo 2020[29]. Per quanto attiene ai servizi di taxi e noleggio con conducente, «che sono svolti con modalità atte a garantire la prevenzione del contagio degli operatori e degli utenti, possono essere utilizzati anche per la consegna a domicilio di beni di prima necessità. In questo caso, il servizio comprende il ricevimento dei beni presso il distributore/venditore, il carico e il trasporto sulla vettura e il recapito dei beni in prossimità dell’accesso pedonale/carraio del domicilio del richiedente il servizio». Ai Comuni, il provvedimento ha demandato, nell’ambito della propria competenza, la possibilità di definire modalità operative e tariffe per accedere al servizio ovvero disporre l’estensione delle modalità operative e delle tariffe applicate al trasporto anche alla modalità autorizzata dall’Ordinanza medesima. Infine, il provvedimento ha disposto di confermare le misure previste nell’Ordinanza n. 35 del 14 marzo 2020, «ad eccezione di quelle incompatibili o superate dalle successive Ordinanze regionali in tema di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da Covid-19, prorogandone l’efficacia sino al 3 aprile 2020».

4.14. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 57 del 3 aprile 2020

La presente Ordinanza, le cui misure ha avuto validità dal 4 al 13 aprile 2020, ha recato disposizioni in materia di trasporto, rifiuti e sanità privata. Più precisamente è stato previsto che i soggetti di cui al punto 9 dell’Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 43 del 20 marzo 2020, «possano ulteriormente incrementare la capacità annua di stoccaggio, nonché quella istantanea, dal limite massimo del 20% (…) sino ad un massimo del 50%» rispettando determinate prescrizioni[30]. Il provvedimento ha esteso quest’ultima disciplina anche ai medesimi soggetti a cui l’Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 43 del 20 marzo 2020 ha esteso le previsioni di cui al punto 9 con i medesimi obblighi di effettuare apposita comunicazione sia in termini di destinatari sia di contenuto. E’ stato previsto che «in deroga al punto 2, lettera b), comma 1 dell’articolo 183 del D.lgs. n. 152/06 e nel rispetto delle disposizioni in materia di prevenzione incendi, sia consentito il “deposito temporaneo” di rifiuti fino ad un quantitativo massimo di 60 metri cubi, di cui non più di 20 metri cubi di rifiuti pericolosi. Il termine di durata del deposito temporaneo, anche laddove il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite, non può superare i 18 mesi». Inoltre un’altra disposizione di rilievo tecnico ha previsto che «i rifiuti costituiti da Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) utilizzati all’interno di attività economiche-produttive per la tutela da COVID-19, quali mascherine e guanti, siano assimilati ai rifiuti urbani e conferiti al Gestore del servizio nella frazione di rifiuti indifferenziati, nel rispetto delle indicazioni fornite dall’Istituto Superiore della Sanità con nota del 12/3/2020 (prot. AOO-ISS 0008293)». Un’altra disposizione ha previsto che le deroghe introdotte con la presente Ordinanza e con l’Ordinanza n. 43 del 20 marzo 2020, tenuto conto del carattere temporaneo delle disposizioni «non siano dovuti eventuali adeguamenti relativi alle garanzie finanziarie». Quanto alla validità delle disposizioni del presente provvedimento inerenti ai rifiuti, è stata disposta «fino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria oltre i successivi trenta giorni necessari al corretto e ordinario ripristino del servizio pubblico di gestione dei rifiuti». Per quanto riguarda le disposizioni relative al servizio ferroviario regionale ne è stata disposta la validità anche in questo caso dal 4 al 13 aprile, confermando le disposizioni in ordine alla programmazione del servizio medesimo contenute nella Ordinanza n. 49 del 25 marzo 2020, «le disposizioni previste nell’Ordinanza n. 39 del 16 marzo 2020 e n. 49 del 25 marzo 2020 con riferimento alla rimodulazione dei servizi di trasporto pubblico su autobus e le modalità di accesso ai mezzi, già previste nell’Ordinanza n. 34 del 12 marzo 2020». Infine sono state confermate «le disposizioni definite dall’Ordinanza n. 39 del 16 marzo 2020 e n. 49 del 23 marzo per il trasporto pubblico non di linea come il servizio taxi e il servizio di noleggio con conducente».

4.15. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 58 del 4 aprile 2020

Il presente provvedimento, le cui misure hanno avuto validità dal 4 sino al 13 aprile 2020, ha previsto disposizioni analoghe a quelle contenute nella Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 41 del 18 marzo 2020, con chiusura al pubblico dei parchi e giardini pubblici, l’uso della bicicletta e lo spostamento a piedi consentititi esclusivamente sulla base di specifiche ragioni, lo spostamento se dovuto a motivi di salute o per esigenze fisiologiche dell’animale da compagnia nei pressi della propria abitazione. Per il contrasto alle forme di assembramento tra persone sono state previste, inoltre, limitazioni anche per l’apertura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, ai sensi del dPCM 11 marzo 2020, posti nelle aree di servizio e di rifornimento carburante solo ed esclusivamente lungo la rete autostradale (art 2, co. 2, lett. a) del Codice della Strada). Infine è stata confermata la vigenza delle «disposizioni inerenti all’attuazione al piano di riassetto complessivo della mobilità della provincia di Rimini, finalizzato a potenziare i controlli sulle regolarità degli spostamenti delle persone definite con ordinanza del Presidente della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna del 22 marzo 2020».

4.16. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 61 dell’11 aprile 2020

Le disposizioni contenute nella presente Ordinanza inerenti al contrasto della diffusione del coronavirus, aventi validità dal 14 aprile al 3 maggio 2020, riepilogano confermandole molte misure assunte già attraverso precedenti ordinanze, ovvero l’uso della bicicletta e lo spostamento a piedi consentititi esclusivamente sulla base di specifiche ragioni, lo spostamento se dovuto a motivi di salute o per esigenze fisiologiche dell’animale da compagnia nei pressi della propria abitazione, la sospensione dell’erogazione delle prestazioni programmabili e non urgenti da parte delle strutture sanitarie private. Inoltre, le disposizioni di cui all’art. 1, comma 1, lett. aa) dPCM 10 aprile 2020[31], «si estendono a tutte le attività che prevedono la somministrazione ed il consumo sul posto e quelle che prevedono l’asporto (ivi compresi rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio)». Per queste attività resta possibile il servizio di consegna a domicilio rispettando le opportune prescrizioni igienico-sanitarie. E’ disposto che le aziende «che preparano cibi da asporto all’interno di supermercati, o comunque in punti vendita di alimentari, possono continuare la loro attività ma possono soltanto effettuare la vendita, o la consegna a domicilio, dei cibi preconfezionati, senza prevedere alcuna forma di somministrazione o consumo sul posto». E’ sospesa l’attività che riguarda la somministrazione di bevande ed alimenti anche ove essa sia esercitata unitamente all’attività commerciale permessa ai sensi del dPCM 10 aprile 2020. Il provvedimento prevede che «le strutture recettive alberghiere, la cui attività non è sospesa ai sensi dell’allegato 3 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 aprile 2020, possono erogare servizi diversi dall’accoglienza a fini turistici. E’ prevista la chiusura delle strutture ricettive all’aria aperta ed extralberghiere, nonché le “altre tipologie ricettive”, comunque denominate». Non sono soggette all’obbligo di chiusure le strutture recettive, «operanti per esigenze collegate alla gestione dell’emergenza (a titolo di esempio: pernottamento di medici, infermieri ed operatori sanitari ed altri operatori connessi alla gestione dell’emergenza, isolamento di pazienti), quelle collegate al regolare esercizio dei servizi essenziali e quelle che ospitano persone regolarmente registrate al momento di entrata in vigore del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020, per motivi diversi da quelli turistici e impossibilitate al rientro nei luoghi di residenza per ragioni a loro non imputabili o che in dette strutture abbiano stabilito il proprio domicilio». Alle strutture ricettive è accordata la possibilità di esercitare l’attività funzionale al mantenimento in esercizio degli impianti tecnologici che necessitano di un controllo costante o comunque periodico di manutenzione delle strutture e di sorveglianza che eviti l’intrusione di persone estranee, nei limiti di quanto previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 aprile 2020. Nell’ambito delle strutture ricettive (quali, a titolo di esempio, alberghi, residenze alberghiere, agriturismi) sono permesse le attività di somministrazione alimenti e bevande esclusivamente ai clienti che vi soggiornano. Sono confermate altresì le misure che riguardano gli stabilimenti balneari di cui al punto 5 dell’Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 35 del 14 marzo 2020. E’ prevista la chiusura nei giorni feriali, prefestivi e festivi e nelle festività, «i mercati ordinari e straordinari, i mercati a merceologia esclusiva, i mercatini e le fiere, compresi i mercati a merceologia esclusiva per la vendita di prodotti alimentari, e più in generale i posteggi destinati e utilizzati per la vendita di prodotti alimentari. E’ altresì sospeso il commercio su aree pubbliche in forma itinerante». Il provvedimento non prevede, invece, la sospensione per «i mercati a merceologia esclusiva per la vendita di prodotti alimentari e i posteggi destinati e utilizzati per la vendita di prodotti alimentari all’interno di strutture coperte o in spazi pubblici recintati», purché l’accesso avvenga in modo da garantire il rispetto della distanza interpersonale di un metro. Nelle giornate prefestive, festive è disposta la chiusura di «medie e le grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali di qualunque tipologia presenti all’interno dei centri commerciali». Non è prevista, invece, la misura della sospensione delle attività per «farmacie, parafarmacie, edicole, tabacchi e punti vendita di generi alimentari, di prodotti per l’igiene personale e la pulizia ed igiene della casa, e di articoli di cartoleria, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività». Nelle giornate prefestive e festive, nei centri commerciali e nelle grandi e medie strutture «è consentita la vendita, limitatamente alle merceologie indicate nel periodo precedente. Deve essere in ogni caso garantita la distanza interpersonale di 1 metro, anche attraverso la modulazione dell’orario di apertura. Resta vietata ogni forma di assembramento». Nelle giornate del 25 aprile e del 1 maggio «sono sospese tutte le attività di commercio al dettaglio e all’ingrosso, comprese le attività di vendita di prodotti alimentari», ad eccezione «di farmacie e parafarmacie, edicole e distributori di carburante». Il commercio di prodotti di qualsiasi categoria merceologica «è sempre consentita quando è prevista la consegna al domicilio del cliente su ordinazione tramite e-commerce, per televisione e per corrispondenza, radio e telefono». Rimangono interdetti all’accesso al pubblico «i cimiteri comunali, garantendo, comunque, l’erogazione dei servizi di trasporto, ricevimento, inumazione, tumulazione, cremazione delle salme». Dal 14 aprile al 3 maggio 2020, è prevista la conferma delle disposizioni contenute nell’ art. 6 dell’Ordinanza n. 57 del 5 aprile 2020. A tale scopo il servizio di trasporto pubblico locale e quello ferroviario regionale «saranno oggetto di monitoraggio e adeguamento degli stessi, al fine di contenere i casi di sovraffollamento a bordo dei mezzi».

4.17. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 66 del 22 aprile 2020

La presente Ordinanza introduce disposizioni integrative della precedente Ordinanza n. 61 del 22 aprile 2020, consentendo al comma 1 lett. a) l’attività di «coltivazione del terreno per uso agricolo e l’attività diretta alla produzione per autoconsumo anche all’interno di orti urbani e comunali». E’ prevista una limitazione territoriale alo svolgimento di dette attività le quali, potranno avvenire esclusivamente all’interno del proprio comune di residenza. E’ assentita alla lett. b) «la vendita in esercizi commerciali al dettaglio di prodotti florovivaistici, quali a titolo di esempio semi, piante, fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti». Alla lett. c) sono parimenti consentiti «i tagli boschivi per autoconsumo in presenza di una effettiva situazione di necessità, limitando gli spostamenti dalla propria residenza e comunque entro il territorio comunale di residenza, o a quello limitrofo laddove l’area boschiva si estenda anche ad esso». E’ possibile, inoltre, alla lett. d) «svolgere le prestazioni di servizio di carattere artigianale rese da terzi per interventi di manutenzione a bordo di imbarcazioni di diporto all’ormeggio». Nell’ambito delle attività di cantieristica navale, sono permesse alla lett. e) «l’attività di “consegna di magazzino” nonché le attività propedeutiche allo spostamento dal cantiere all’ormeggio o le attività connesse comunque finalizzate alla consegna, previa comunicazione al Prefetto». Alla lett. f) è previsto che nei giorni feriali, prefestivi, festivi e nelle festività restino sospesi «i mercati ordinari e straordinari, i mercati a merceologia esclusiva, i mercatini e le fiere, compresi i mercati a merceologia esclusiva per la vendita di prodotti alimentari, e più in generale i posteggi destinati e utilizzati per la vendita di prodotti alimentari. È altresì sospeso il commercio su aree pubbliche in forma itinerante». All’interno di strutture coperte o in spazi pubblici stabilmente recintati o comunque perimetrati con strutture idonee a non consentire l’accesso all’area se non dagli ingressi autorizzati, rimangono consentiti «i mercati a merceologia esclusiva per la vendita di prodotti alimentari e i posteggi destinati e utilizzati per la vendita di prodotti alimentari i mercati a merceologia esclusiva per la vendita di prodotti alimentari e i posteggi destinati e utilizzati per la vendita di prodotti alimentari, a condizione che la gestione del mercato sia disciplinata dal Comune, anche previo apposito accordo con i titolari dei posteggi, in modo da assicurare il rispetto dei punti 1, 4, 6, 7 lett. c) e 8 dell’allegato 5 del DPCM 10 aprile 2020, anche attraverso misure che garantiscano il contingentamento degli ingressi e la vigilanza degli accessi».

4.18. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 69 del 24 aprile 2020.

La presente Ordinanza innanzitutto demanda alle «competenti strutture regionali un intervento straordinario di distribuzione ai cittadini di 4.5 milioni di mascherine di qualità certificata, di cui 500mila in favore delle aziende di trasporto pubblico». Quest’ultima misura risponde ad una esigenza precisa di fabbisogno che in vista della riapertura di determinati comparti del settore produttivo a decorrere dal 27 aprile (le imprese e i distretti del settore manifatturiero la cui attività sia rivolta prevalentemente all’export e le aziende del comparto costruzioni per i soli cantieri di opere pubbliche su dissesto idrogeologico, edilizia scolastica, edilizia residenziale pubblica e penitenziaria), perché in fase di emergenza piena, le mascherine ricevute dalla Protezione Civile Nazionale, destinate unicamente al personale socio-sanitario non sono risultate sufficienti a coprire il fabbisogno giornaliero. Inoltre l’intervento della fornitura supplementare di mascherine chirurgiche è stata valutata importante anche a fronte della parziale e graduale ripresa della mobilità della popolazione e dei lavoratori a partire dal 4 maggio 2020.

4.19. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 70 del 27 aprile 2020.

L’Ordinanza prevede in materia di prestazioni sanitarie effettuabili nell’intero territorio regionale che, a far data del 28 aprile, è permessa «da parte delle strutture del sistema sanitario pubblico e privato l’erogazione di prestazioni anche programmabili e non urgenti». Allo stato attuale, «pur permanendo la fase emergenziale, le necessità di impegno del sistema sanitario a farvi fronte appaiono compatibili con l’impostazione di una fase programmatoria volta al riavvio graduale delle attività sospese, improntata a criteri di garanzia della sicurezza dei pazienti e degli operatori rispetto al rischio di contagio e di tutela della salute dei pazienti che necessitano di trattamenti non ulteriormente rimandabili, con l’obiettivo generale di supportare la tenuta del sistema sanitario emiliano-romagnolo». A mezzo di plurime note la Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare dalla nei mesi febbraio e di marzo ha dato indicazione alle AUSL «di rimandare tutte le attività programmate chirurgiche, fatte salve le attività per loro natura non procrastinabili (urgenze da PS e programmato non procrastinabile), rispettando la programmazione per i soli pazienti già ricoverati, al fine di addivenire alla necessaria drastica riduzione delle attività programmate sia per quanto riguarda le attività istituzionali che quelle libero professionali», al fine di consentire la migliore gestione dell’emergenza in corso. Una misura analoga è stata adottata parimenti per le attività ambulatoriali, «garantendo le sole urgenze ed urgenze differibili e le attività di controllo per i pazienti affetti da patologie rilevanti». Inoltre con l’Ordinanza n. 66 dell’11 aprile 2020 al comma 1 1 lett. c) «è stata disposta la sospensione di qualunque erogazione di prestazioni programmabili e non urgenti da parte delle strutture del sistema sanitario privato fino al 3 maggio 2020».

5. Le maggiori restrizioni sulla “zona arancione” delle province di Piacenza e di Rimini e l’istituzione della “zona rossa”

A livello nazionale le prime misure che il Governo ha deliberato di assumere in chiave differenziata a livello territoriale con maggiore attenzione ai luoghi ove l’epidemia da Covid-19 ha avuto maggiore riscontri in termini di impatto sulla popolazione, con riferimento esplicito al territorio della Regione Emilia-Romagna è stato il dPCM 1 marzo 2020. Se l’art. 1 è stato dedicato a specifiche misure destinate alla “zona rossa” circoscritta ad alcuni Comuni situati in Regione Lombardia ed un Comune in Regione Veneto, l’art. 2 si è riferito a misure gradatamente meno restrittive rispetto alle predette, che riguardano anche l’intera Regione Emilia-Romagna (oltre alla Lombardia al Veneto ed alle province di Pesaro e Urbino e di Savona) tra queste alcune segnatamente più restrittive di cui al comma 3. Quest’ultimo ha previsto limitatamente alla sola Regione Lombardia ed alla Provincia di Piacenza una ulteriore e aggiuntiva misura restrittiva corrispondente alla «sospensione delle attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi». Le misure contenute nel predetto dPCM hanno trovato copertura postuma a livello legislativo nel d.l. n. 23 febbraio 2020, n.6 convertito con legge 5 marzo 2020, n. 13. Con il dPCM dell’8 marzo 2020, all’art. 1 sono state previste misure di contenimento del contagio da coronavirus, destinate alla “zona arancione” circoscritta ad una dimensione territoriale più estesa rispetto ai precedenti provvedimenti governativi, che annovera la Regione Lombardia e le province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia. Da ultimo, considerata la nota del Presidente della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna nella quale si rappresentava, atteso il quadro critico dell’evoluzione epidemiologica, la necessità di adottare ulteriormente restrittive con efficacia sino al 13 aprile ai sensi dell’art. 2, comma 2 d.l. 25 marzo 2020, n. 19, il Ministro della Salute d’intesa con il Presidente della Giunta regionale ha adottato un’Ordinanza[32], in cui sono state disposte apposite misure di contenimento del contagio con riferimento specifico all’interno territorio regionale, e all’art. 2 ulteriori e aggiuntive specifiche disposizioni con riferimento alle Province di Piacenza e di Rimini e al territorio del capoluogo di Medicina e della relativa frazione di Ganzanigo.

5.1. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 36 del 15 marzo 2020

Per quanto attiene alle misure istitutive di “zona rossa” in Emilia-Romagna, imposte dalle complicanze dell’evoluzione del quadro epidemiologico regionale, il Presidente della Giunta regionale, ha preso atto che, in data 14 marzo 2020, le competenti autorità territoriali sanitarie, nella persona del Direttore Generale Azienda USL di Imola unitamente al consulto dell’Ordinario di Malattie Infettive dell’Università di Bologna, hanno rappresentato, in riferimento al territorio del comune di Medicina e la frazione di Ganzanigo, site nel territorio della Città Metropolitana di Bologna, un quadro relativo all’aumento consistente dei casi di popolazione contagiata da Covid-19. Pertanto atteso il rischio di rapida diffusione nel contesto dell’area del comune di Medicina e della conseguente estensione alle aree limitrofe, e finanche potenzialmente all’intera area metropolitana bolognese, il Presidente della Giunta regionale ha ritenuto di emanare l’Ordinanza 15 marzo 2020, n. 36, istitutiva della “zona rossa” all’interno del Comune di Medicina e segnatamente individuabile nella frazione di Ganzanico. In relazione al predetto territorio, oltre alle vigenti misure statali, regionali e comunali per il contenimento del rischio di diffusione del coronavirus, a decorrere dal 16 marzo 2020 e sino al 3 aprile, è stato disposto il «divieto di allontanamento dal territorio del capoluogo di Medicina e della frazione di Ganzanigo da parte di tutti gli individui ivi presenti» e parimenti il «divieto di accesso nel territorio del capoluogo abitato di Medicina e della frazione di Ganzanigo». E’ stato consentito il rientro al domicilio o alla residenza all’interno della “zona rossa” per chiunque al momento dell’entrata in vigore della presente Ordinanza si fosse trovato al di fuori dell’area stessa. E’ stata disposta la sospensione degli uffici pubblici, eccezione fatta per l’erogazione dei servizi essenziali e di utilità pubblica. Sono state, inoltre, sospese tutte le attività produttive e commerciali, fatta eccezione per i negozi di generi alimentari e di prima necessità, quali farmacie e parafarmacie, fornai, rivenditori di mangimi per animali, distributori di carburante per autotrazione ad uso pubblico, commercio al dettaglio di materiale per ottica, attività di trasporto connesse al rifornimento di beni essenziali, dei presidi sociosanitari esistenti ovvero Casa della Salute, Casa di Riposo e Case Residenze per Anziani non autosufficienti. Per quanto attiene alle misure in materia di divieto di spostamento delle persone fisiche di cui all’art. 1, comma 1, lett. a) dPCM dell’8 marzo 2020 e sulla base di quanto previsto per la stessa materia dalla presente ordinanza ha potuto essere esentato soltanto, previa autorizzazione del Sindaco del comune di Medicina, il personale impiegato nelle strutture e nei servizi di cui al punto e) dell’Ordinanza medesima e nei servizi pubblici essenziali. Il provvedimento ha disposto la sospensione di tutti i cantieri di lavoro, la chiusura dei «parchi pubblici, orti comunali, aree di sgambamento cani, aree sportive a libero accesso, servizi igienici pubblici e privati ad uso pubblico e divieto di utilizzo delle relative strutture». Sono state soppresse tutte le fermate dei mezzi pubblici e parimenti è stato interdetto l’accesso «al pubblico dei cimiteri comunali, garantendo, comunque, la erogazione dei servizi di trasporto, ricevimento, inumazione, tumulazione, cremazione delle salme». L’Ordinanza, infine, ha garantito «il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti ed il servizio di consegna a domicilio di farmaci e generi alimentari per le persone in isolamento domiciliare fiduciario».

5.2. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 39 del 16 marzo 2020

La presente Ordinanza ha previsto tra le altre anche modifiche alla precedente Ordinanza n. 36 del 15 marzo in materia di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da Covid-19. In particolare sono state apportate le seguenti modifiche, all’art. 1, concernenti le disposizioni della lett. e) ed f) sono sostituite dalle seguenti. Con riferimento alla riformulazione della lett. e) è stata prevista la sospensione di tutte le attività produttive e commerciali. Sono state escluse dalla misura di sospensione i negozi di generi alimentari, le farmacie e parafarmacie, i fornai, i rivenditori di mangimi per animali, i distributori di carburante per autotrazione ad uso pubblico, il commercio al dettaglio di materiale per ottica, la produzione agricola e l’allevamento, i servizi di rifornimento dei distributori automatici di sigarette, i servizi di rifornimento delle banconote agli sportelli dei Bancomat e Postamat, le attività di trasporto connesse al rifornimento di beni essenziali. Sono, inoltre, stati esclusi dalla sospensione i presidi sociosanitari esistenti ovvero: Casa della Salute, Casa di Riposo e Case Residenze per Anziani non autosufficienti. Con riferimento, invece, alla riformulazione della lett. f) è stata previsto che in relazione ai divieti di cui all’art. 1, comma 1 lett. a) dPCM dell’8 marzo 2020, imposti allo spostamento delle persone fisiche e da quanto previsto per la stessa materia dall’Ordinanza n. 36 del 15 marzo 2020, potrà essere esentato soltanto, previa autorizzazione del Sindaco del Comune di Medicina, il personale impiegato nelle strutture e nei servizi e nelle attività elencate al punto e) dell’art.1 dell’Ordinanza n. 36 del 15 marzo 2020 e nei servizi pubblici essenziali. L’accesso in ingresso e in uscita dalla “zona rossa” è stato comunque consentito al personale militare e delle forze di polizie, vigili del Fuoco, personale medico, infermieristico, tecnico sanitario e OSS del Servizio Sanitario Regionale, farmacisti e veterinari. E’ stato, in ogni caso, consentito l’accesso all’ingresso e all’uscita, previa esibizione di idonea documentazione relativa alla merce trasportata ed alla destinazione della stessa, al personale dedicato al trasporto finalizzato al rifornimento ed al funzionamento dei servizi elencati al predetto punto e, all’interno della “zona rossa”.

5.3. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 44 del 20 marzo 2020

La presente Ordinanza, i cui effetti sono decorsi dalle ore 24 del 20 marzo 2020 e sino al 3 aprile 2020, ad eccezione delle misure di cui al punto 1 i cui effetti sono decorsi dalle ore 24 del 22 marzo e sino al 3 aprile 2020, ha previsto misure di contenimento del rischio di diffusione del coronavirus relativamente al territorio della Provincia di Rimini Il Presidente della Giunta regionale ha preso atto della nota a firma del Direttore Generale dell’ASL della Romagna in data 16 e 19 marzo 2020, con cui è stata rappresentata la preoccupante evoluzione del quadro epidemiologico del contagio da Covid-19 nei territori dei due Distretti sanitari di Rimini. Il quadro critico descritto ha rischiato di mettere in gravissima difficoltà i presidi ospedalieri dell’intera area riminese giustificando la richiesta di un intervento straordinario in tema di contenimento e distanziamento sociale. La necessità di un intervento ad hoc per la Provincia di Rimini è scaturita anche dall’evidenza che nei territori comunali della Provincia quali Cattolica, San Giovanni in Marignano, Riccione, San Clemente, Morciano di Romagna, Misano Adriatico, caratterizzati da una particolare incidenza di contagio calcolata nel rapporto tra popolazione e positivi al coronavirus, sono confinanti con il territorio della provincia di Pesaro e Urbino con il quale, per ragioni lavorative, esiste una assidua mobilità di interscambio e che tale provincia presenta un numero di positivi al virus altrettanto importante ed in costante aumento. Valutata anche la preoccupante progressione dell’evoluzione del rapporto di incidenza tra numero di persone contagiate e popolazione su tutto il territorio provinciale riminese, è stata così disposta al punto 1 la sospensione delle attività produttive di beni e servizi da parte sia di persone fisiche sia aziende sul territorio della Provincia di Rimini con alcune tassative eccezioni[33]. L’obbligo di sospensione delle attività non ha operato con riferimento alle «attività di produzione di servizi urgenti per le abitazioni (idraulici, elettricisti, ecc.) e quelle indispensabili per consentire la mobilità mediante uso degli automezzi di automazione (meccanici, elettrauti, gommisti ecc.), quelle strumentali all’erogazione dei servizi pubblici e all’attività delle pubbliche amministrazioni». Sono state consentite le attività legate all’approvigionamento dei beni di prima necessità o relative a servizi essenziali.[34]L’Ordinanza ha consentito l’accesso ai luoghi di esercizio commerciale soltanto ad un componente per ogni nucleo familiare, fatta salva la necessità di recare con sé minori, anziani o disabili, al fine di contenere al massimo la concentrazione di persone. Inoltre è stata ammessa l’attività agricola condotta a mezzo del personale residente o comunque presente nel territorio provinciale. I divieti predetti non hanno assunto rilevanza, secondo le disposizioni dell’Ordinanza, con riferimento alle attività svolte dai presidi sociosanitari quali presidi ospedalieri, case della salute, luoghi di cura privati esistenti. Il provvedimento ha previsto la sospensione di «tutti i cantieri di lavoro ad eccezione di quelli urgenti connessi alla messa in sicurezza del territorio e a quelli relativi ad opere pubbliche di somma urgenza e di ripristino dei luoghi pubblici». E’ stata prevista anche l’interdizione per l’accesso al pubblico «dei cimiteri comunali, garantendo, comunque, la erogazione dei servizi di trasporto, ricevimento, inumazione, tumulazione, cremazione delle salme». Sono stati, ai sensi della presente Ordinanza, «garantiti il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti ed il servizio di consegna a domicilio di farmaci e generi alimentari per le persone in isolamento domiciliare fiduciario». E’ stata disposto il divieto al pubblico di accesso ai «parchi pubblici, orti comunali, aree di sgambamento cani, arenili in concessione e liberi, aree in adiacenza al mare, lungomari, aree sportive a libero accesso, servizi igienici pubblici e privati ad uso pubblico e divieto di utilizzo delle relative strutture, aree attrezzate per attività ludiche». Infine il provvedimento ha introdotto misure di «riprogrammazione temporanea del servizio di trasporto pubblico locale con eventuale soppressione delle corse o rimodulazione degli orari da parte dell’agenzia AMR in accordo con l’operatore di trasporto, garantendo i livelli essenziali di mobilità pubblica e limitatamente al territorio provinciale di Rimini».

5.4. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 46 del 22 marzo 2020

La presente Ordinanza, le cui previsioni hanno avuto efficacia fino al 3 aprile 2020, ha previsto che in relazione all’Ordinanza n. 44 del 20 marzo 2020, gli enti locali, le forze di polizia, e l’Agenzia Regionale di Protezione Civile, attuano il piano complessivo di riassetto della mobilità della Provincia di Rimini allegato parte integrante del presente provvedimento «finalizzato a potenziare i controlli sulle regolarità degli spostamenti delle persone all’interno dei criteri fissati dal Decreto governativo dello scorso 8 marzo, come rafforzati dall’ordinanza emanata in data odierna dal Ministero della Salute di concerto con il Ministero dell’Interno che dispone il divieto per tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comuni diversi da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute».

5.5. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 47 del 23 marzo 2020

La presente Ordinanza, i cui effetti sono decorsi dal 24 marzo 2020 e sino al 3 aprile 2020, ha previsto misure di contenimento del rischio di diffusione del coronavirus relativamente al territorio della Provincia di Piacenza ed è stata comunicata al Ministro della Salute, notificata al Presidente della Provincia di Piacenza, ai Sindaci e ai Prefetti della Regione e trasmessa al Presidente del Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Giunta regionale ha valutato «opportuno in ragione della particolare situazione di emergenza che si è venuta a creare nella provincia di Piacenza legata alla diffusione del contagio disporre misure più restrittive in particolare in relazione alla sospensione delle attività produttive ed alle misure di prevenzione all’interno dei luoghi di lavoro». Pertanto il presente provvedimento ha disposto, analogamente a quanto previsto per il territorio della Provincia di Rimini, «la sospensione di tutte le attività produttive di beni e servizi da parte di persone fisiche e aziende sul territorio della Provincia di Piacenza», prevedendo tassative eccezioni, quali da un lato al comma 1 lett. a) le «attività agricole, agroalimentari e relative filiere, attività di produzione di beni alimentari», e dall’altro al punto b) le «attività produttive di beni con accertate esigenze di produzione finale e di spedizione di prodotti giacenti in magazzino». L’eccezione per queste ultime è stata subordinata alla condizioni che operassero esclusivamente a mezzo dell’attuazione di idonei protocolli organizzativi e operativi aziendali, previa redazione di specifici Duvri ai sensi del d.lgs. n 81/2008 che prevedessero alcune misure specifiche di prevenzione del contagio[35]. E’ stato previsto che le predette attività assentite dalla presente Ordinanza, dovessero «comunque ed in ogni caso operare nel rispetto di quanto stabilito dal “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, sottoscritto il 14 marzo 2020 tra organizzazioni datoriali e sindacali, su invito del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell’economia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro della salute, tra le parti sociali, in attuazione della misura, contenuta all’articolo 1, comma primo, numero 9), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020». Il provvedimento al comma 3 ha consentito la prosecuzione delle «aziende di logistica e magazzino limitatamente alla gestione di merci la cui ricezione, immagazzinamento, lavorazione e spedizione (anche finalizzata alla vendita al dettaglio attraverso piattaforme di vendita al dettaglio on line) è connessa ad attività o filiere riguardanti beni essenziali compresi nell’allegato 1 del dpcm 11 marzo 2020». Le attività delle predette aziende, ai sensi del comma 4 dell’Ordinanza, sono state destinatarie degli oneri di cui ai commi 1 lettera b e 2 prevedendo altresì un «articolazione del lavoro su più turni giornalieri ove già non previsto e scaglionamento dei servizi di mensa e degli orari di pausa ristoro al fine di aumentare il distanziamento sociale tra gli operatori». In base a quanto ha disposto il presente provvedimento al comma 5, sono state autorizzate «le attività di produzione di servizi urgenti per le abitazioni e per la garanzia della continuità delle attività consentite in forza della presente ordinanza (idraulici, elettricisti, ecc.), quelle indispensabili per consentire la mobilità mediante uso degli automezzi di automazione (meccanici, elettrauti, gommisti ecc.) e quelle strumentali all’erogazione dei servizi pubblici e all’attività delle pubbliche amministrazioni». Sono state assentite, in base al comma 6, le attività legate all’approvigionamento dei beni di prima necessità o relative a servizi essenziali.[36] L’Ordinanza al comma 7 ha consentito l’accesso ai luoghi di esercizio commerciale soltanto ad un componente per ogni nucleo familiare, fatta salva la necessità di recare con sé minori, anziani o disabili, al fine di contenere al massimo la concentrazione di persone. Inoltre è stata ammessa l’attività agricola condotta a mezzo del personale residente o comunque presente nel territorio provinciale. I divieti predetti non hanno avuto rilevanza, come ha disposto il comma 8, per le attività svolte dai presidi sociosanitari quali presidi ospedalieri, case della salute, luoghi di cura privati esistenti. Il provvedimento ha previsto la sospensione al comma 9 di «tutti i cantieri di lavoro ad eccezione di quelli urgenti connessi alla messa in sicurezza del territorio e a quelli relativi ad opere pubbliche di somma urgenza e di ripristino dei luoghi pubblici». E’ stata prevista, al comma 12, anche l’interdizione per l’accesso al pubblico «dei cimiteri comunali, garantendo, comunque, la erogazione dei servizi di trasporto, ricevimento, inumazione, tumulazione, cremazione delle salme». Sono stati, ai sensi del comma 13 della presente Ordinanza, «garantiti il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti ed il servizio di consegna a domicilio di farmaci e generi alimentari per le persone in isolamento domiciliare fiduciario». E’ stata disposto, al comma 14, il divieto al pubblico di accesso ai «parchi pubblici, orti comunali, aree di sgambamento cani, arenili in concessione e liberi, aree in adiacenza al mare, lungomari, aree sportive a libero accesso, servizi igienici pubblici e privati ad uso pubblico e divieto di utilizzo delle relative strutture, aree attrezzate per attività ludiche». L’Ordinanza ha previsto, al comma 10, che rimanessero interdetti al pubblico «l’accesso agli studi professionali, le sedi dei patronati, dei sindacati e delle associazioni di categoria» consentendo l’attività resa con modalità di lavoro agile ed ammettendo la presenza di un presidio di una sola persona presso la sede o lo studio professionale. Ai sensi del presente provvedimento, segnatamente al comma 11, sono state «sempre consentite anche le attività funzionali ad assicurare la continuità delle attività e delle filiere consentite in forza della presente ordinanza, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali, previa comunicazione al Prefetto della Provincia di Piacenza, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa». E’ stato previsto al comma 16 che «fermo il rispetto delle distanze interpersonali di sicurezza, sono vietati tutti gli assembramenti di persone in numero superiore a 2». Infine il provvedimento, al comma 15, ha introdotto misure di «riprogrammazione temporanea del servizio di trasporto pubblico locale, con eventuale soppressione delle corse o rimodulazione degli orari da parte di Tempi Agenzia in accordo con l’operatore di trasporto, garantendo i livelli essenziali di mobilità pubblica».

5.6. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 48 del 24 marzo 2020

Dopo avere emanato due Ordinanze contenenti misure atte al contrasto delle diffusione del coronavirus, rispettivamente per il territorio delle Province di Rimini e Piacenza, il Presidente della Giunta regionale «ha ritenuto opportuno provvedere a adottare una nuova ordinanza regionale che consolidi il quadro delle misure di contrasto della diffusione dell’epidemia del COVID-19 adottate sui territori delle province di Rimini e Piacenza uniformando le misure alla luce del mutato contesto generale nazionale e regionale» con efficacia dal 25 marzo 2020 e sino al 3 aprile 2020 e comunicata al Ministro della Salute nonché notificata ai Presidenti delle Province di Rimini e di Piacenza, ai Sindaci e ai Prefetti della Regione e trasmessa al Presidente del Consiglio dei Ministri. La presente Ordinanza ha sostituito le precedenti Ordinanze n.44 del 20 marzo 2020 e n. 47 del 23 marzo 2020 che si intendono pertanto revocate a partire dalle ore 24 del 24 marzo 2020. L’Ordinanza ha confermato «la sospensione di tutte le attività produttive di beni e servizi da parte di persone fisiche e aziende sul territorio delle Province di Piacenza e di Rimini» ad esclusione delle medesime categorie di aziende di cui al comma 1 lett. a) e b) dell’Ordinanza n. 47 del 23 marzo 2020, con le medesime misure di prevenzione della predetta Ordinanza tranne l’«impiego di personale prioritariamente proveniente della Provincia di Piacenza in cui ha sede l’azienda». Per quanto attiene alle aziende operanti in base al comma 1 «per il territorio di Rimini è prescritto il ricorso prioritario al personale proveniente dal distretto sanitario in cui ha sede l’azienda, mentre per il territorio di Piacenza è prescritto il ricorso prioritario al personale proveniente dalla stessa provincia» invece per quanto riguarda «il territorio di Piacenza è prescritto il ricorso prioritario al personale proveniente dalla stessa provincia». Sono state confermate altresì le previsioni di cui ai commi da 2 a 16 dell’Ordinanza n. 47 del 23 marzo 2020, con l’ulteriore previsione aggiuntiva secondo cui «in caso di assenza o di impossibilità di utilizzo dei servizi bancomat o postamat, o per l’esercizio di servizi indifferibili e di comprovata necessità, le agenzie possono provvedere all’apertura straordinaria e temporanea delle loro sedi, limitando l’accesso al solo personale strettamente necessario e ricevendo i clienti solo su appuntamento, garantendo il rispetto delle disposizioni di cui al richiamato protocollo del 14 marzo 2020».

5.7. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 61 dell’11 aprile 2020

In relazione ai territori delle Province di Piacenza e Rimini, nel capoluogo del Comune di Medicina e nella frazione di Ganzanigo si applicano le seguenti misure: ai sensi dell’art.8 comma 2, dPCM 10 aprile 2020, le disposizioni restrittive dettate dall’Ordinanza del Ministro della salute e dal Presidente della Giunta regionale il 3 aprile 2020 «sono prorogate al 3 maggio ivi compresa la sospensione delle attività di commercio al dettaglio di carta, cartone e articoli di cartoleria, di libri, di vestiti per bambini e neonati». E’ permesso lo svolgimento delle attività identificate con i «codici ATECO – 2 – (Silvicoltura ed utilizzo aree forestali) e – 81.3 – (Cura e manutenzione del paesaggio, con esclusione delle attività di realizzazione)». Infine, rimangono in vigore fino al 3 maggio 2020 le disposizioni concernenti il piano complessivo di riassetto della mobilità della Provincia di Rimini, così come definite con Ordinanza del Presidente della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna del 22 marzo 2020 e mirate a rafforzare i controlli sulle regolarità degli spostamenti delle persone.

6. il superamento della “zona rossa” e della “zona arancione” nei provvedimenti adottati dalla Regione Emilia-Romagna

6.1. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 66 del 22 aprile 2020

Per i territori ricompresi nelle province di Rimini e Piacenza e per il Capoluogo di Medicina e la frazione di Ganzanigo a far data dal 23 aprile 2020 e sino al 3 maggio 2020 la presente Ordinanza allenta parzialmente le restrizioni e limitazioni su attività produttive. In particolare «per le attività produttive sospese è ammesso, previa comunicazione al Prefetto, l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservative e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione. È consentita, previa comunicazione al Prefetto, la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino nonché la ricezione in magazzino di beni e forniture». Non sono consentite le attività di cui al comma 1 lett a) e b) riguardanti rispettivamente la coltivazione del terreno ad uso agricolo e la vendita in esercizi commerciali al dettaglio di prodotti florovivaistici. Sono, invece, consentite così come avviene nel resto del territorio regionale le attività di cui al comma lett. c), d) e ). Il presente provvedimento dispone peraltro l’applicazione delle disposizioni di cui al comma 1 lett. f) a riguardo dei mercati. Infine, per i medesimi territori, a far data dal 27 aprile 2020 e sino al 3 maggio 2020, in deroga a quanto stabilito dell’ art. 2 lett. h), dell’Ordinanza del Ministro della Salute e del Presidente della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna del 3 aprile 2020, «le agenzie bancarie e postali possono provvedere all’apertura delle loro sedi, limitando l’accesso al solo personale strettamente necessario e garantendo il rispetto delle disposizioni di cui al protocollo del 14 marzo 2020 sottoscritto tra organizzazioni datoriali e sindacali a livello nazionale».

6.2. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 69 del 24 aprile 2020

Per i territori ricompresi nelle province di Rimini e per il Capoluogo di Medicina e la frazione di Ganzanigo fino al 3 maggio 2020 la presente Ordinanza allenta ulteriormente le restrizioni e limitazioni su altre attività, rispetto a quanto è stato disposto già a mezzo dell’Ordinanza n. 66 del 22 aprile 2020. In particolare dal 27 aprile «è consentita la vendita di cibo da asporto da parte degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e da parte delle attività di cui alla lett. d) del punto 1 dell’Ordinanza n. 61 dell’11 aprile 2020 (a titolo esemplificativo: rosticcerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio), con esclusione degli esercizi e delle attività localizzati in aree o spazi pubblici in cui è vietato-interdetto l’accesso». Secondo quanto dispone il presente provvedimento con riferimento alla vendita per asporto, essa «sarà effettuata previa ordinazione on-line o telefonica, garantendo che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengano per appuntamenti, dilazionati nel tempo, allo scopo di evitare assembramenti all’esterno e consentendo nel locale la presenza di un cliente alla volta, assicurando che permanga il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce e nel rispetto delle misure di cui all’Allegato 5 del D.P.C.M. 10 aprile 2010. Allo stesso modo è consentito l’asporto in quegli esercizi di ristorazione per i quali sia prevista l’ordinazione e la consegna al cliente direttamente dal veicolo. Resta sospesa per tutti gli esercizi del presente punto ogni forma di consumo sul posto di alimenti e bevande». Sempre dal 27 aprile è stata riammessa «l’attività da parte degli esercizi di toelettatura degli animali di compagnia, purché il servizio venga svolto per appuntamento, senza il contatto diretto tra le persone, e comunque in totale sicurezza nella modalità “consegna animale-toelettatura-ritiro animale”, utilizzando i mezzi di protezione personale e garantendo il distanziamento sociale». L’Ordinanza conferma la validità di quanto già previsto attraverso la precedente Ordinanza n. 34 del 14 marzo 2020 al punto 8 in relazione alla possibilità per gli enti pubblici strumentali della Regione, quelli da essa vigilati, gli enti privati in controllo pubblico da essa istituiti o partecipati, di poter riunire i propri organi collegiali in modalità telematica durante il periodo interessato dall’emergenza epidemiologica da Covid-19. Sempre a partire dal 27 aprile «cessano di produrre effetti tutte le disposizioni riguardanti le misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da COVID-19 maggiormente restrittive rispetto a quelle dettate per il restante territorio regionale disposte con le ordinanze 3 aprile 2020 a firma del Ministro della Salute e del Presidente della Regione Emilia-Romagna, e con le ordinanze approvate con i decreti del Presidente della Regione Emilia-Romagna n. 61 dell’11 aprile 2020 e n. 66 del 22 aprile 2020». Infine, rimangono vigenti fino al 3 maggio le disposizioni riguardanti «l’attuazione del piano di riassetto complessivo della mobilità della Provincia di Rimini, definite con Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna del 22 marzo 2020 e finalizzate a potenziare i controlli sulle regolarità degli spostamenti delle persone».

7. Conclusioni provvisorie

A conclusione dell’opera di ricostruzione sistematica, pur nella sua sinteticità, degli interventi normativi adottati dalla Regione Emilia-Romagna per affrontare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, è possibile trarre qualche, sia pure provvisoria, conclusione, senza alcuna pretesa di esaustività.

Innanzitutto occorre rilevare che, a livello regionale, la gestione dell’emergenza si articola sia sotto il profilo dell’attività provvedimentale, sia sotto il profilo strettamente organizzativo. La Regione ha fatto ricorso perlopiù ad ordinanze contingibili ed urgenti che, in taluni casi, hanno previsto misure più restrittive rispetto a quelle disposte dalla normativa nazionale, anche in considerazione del fatto che l’Emilia-Romagna, così come altre Regioni settentrionali, è stata significativamente colpita dal contagio da Covid-19. La diffusione del contagio ha inciso maggiormente, con particolare riferimento ad alcuni territori come le Province di Piacenza e Rimini, e del Comune di Medicina (Bologna), tanto da giustificare prima a livello nazionale poi a livello regionale l’imposizione di ulteriori restrizioni e limitazioni territorialmente circoscritte, rispetto a quelle previste per il resto del territorio regionale, al fine di contenere la diffusione del contagio. La Regione, ha adottato disposizioni sia per conformarsi alle disposizioni governative sia per limitare ulteriormente i diritti fondamentali di libertà delle persone, anche laddove era già intervenuta la stessa autorità governativa. La gestione dell’emergenza a livello regionale, sotto il profilo organizzativo, ha assunto, inizialmente (in corrispondenza della nomina dei componenti della Giunta) per quanto attiene al settore della sanità, il modello di governance straordinario della gestione a mezzo del Commissario ad acta, con l’attribuzione peraltro di poteri direttivi rispetto al complesso delle strutture del Servizio Sanitario Regionale. Il precario equilibrio dell’assetto costituzionale, così come ridisegnato dalla riforma del Titolo V della Costituzione del 2001, che non ha mai definitivamente scelto per la qualificazione dello Stato in senso federale o accentrato, ha avuto in parte ripercussioni anche nella gestione del rapporto tra Stato e Regioni nella fase dell’emergenza epidemiologica. Ancorché alcune Regioni e Comuni, nel contesto dell’emergenza, talvolta abbiano anticipato, in attuazione del principio di sussidiarietà verticale di cui all’art. 118 Cost., l’intervento statale, dimostrando una maggiore capacità di rilevamento del contagio per la prossimità ai cittadini, il rapporto Stato-Regioni ha in ogni caso rivelato non poche discrasie e antinomie negli interventi posti in essere dai diversi livelli di governo. Questi ultimi hanno imposto, non solo a livello statale (facendo ricorso sovente allo strumento “improprio” del dPCM, ovvero un atto amministrativo, sottratto ai meccanismi ordinari di garanzia costituzionale, invece che allo strumento più adeguato della decretazione legislativa d’urgenza), bensì anche a livello regionale, misure legittime di restrizione all’esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali, confermando, seppure in un contesto e su presupposti profondamenti diversi, quanto sosteneva criticamente Bruno Leoni, a proposito dell’idea che le collettività locali potessero diventare centri di poteri autonomi, in un convegno dal titolo “Le collettività locali e la costruzione dell’unità europea” tenutosi a Stresa nel 1961: ovvero che «l’autogoverno non è necessariamente compatibile con la libertà dell’individuo»[37].

  1. Cfr. Delibera del Consiglio dei Ministri, Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, 31 gennaio 2020, pubblicato in GU n. 26 del 1-2-2020 in www.protezionecivile.gov.it/amministrazione-trasparente/provvedimenti/-/content-view/view/1227612
  2. A seguito della dichiarazione dello stato di emergenza la prima di una lunga serie di disposizioni adottate dal Capo dipartimento della Protezione Civile è stata l’Ordinanza n. 630 del 3 febbraio (www.protezionecivile.gov.it/amministrazionetrasparente/provvedimenti/dettaglio//asset_publisher/default/content/ocdpc-n-630-del-3-febbraio-2020-primi-interventi-urgenti-di-protezione-civile-in-relazione-all-emergenza-relativa-al-rischio sanitario-connesso-all-in) che ha disciplinato i primi interventi urgenti relativi «al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili». L’Ordinanza citata ha affidato al Capo Dipartimento la prerogativa propria del coordinamento degli interventi necessari a fronteggiare l’emergenza sul territorio nazionale e la realizzazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione interessata, il potenziamento di controlli nelle aree aeroportuali e portuali, in continuità con le misure urgenti già adottate dal Ministero della salute, nonché le attività per il rientro delle persone presenti nei paesi a rischio e il rimpatrio dei cittadini stranieri nei paesi di origine esposti al rischio.
  3. Per ricostruire i tratti fondamentali che hanno caratterizzato gli interventi dei pubblici poteri in Italia e in Europa di fronte all’emergenza da Covid-19 si veda tra gli altri G. Napolitano, I pubblici poteri di fronte alla pandemia, in Giorn. dir. amm., 2020, 145 ss.
  4. Cfr. art. 6, comma 1, lett. b) secondo cui allo Stato compete «la profilassi delle malattie infettive e diffusive, per le quali siano imposte la vaccinazione obbligatoria o misure quarantenarie, nonché gli interventi contro le epidemie e le epizoozie».
  5. Cfr. art. 122 d.l. 17 marzo 2020, n. 18, sulla base del quale con dPCM 18 marzo 2020, il dott. Domenico Arcuri è stato nominato Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19.
  6. Cfr. art. 122, comma 1, d.l. 17 marzo 2020, n. 18 secondo cui «il Commissario attua e sovrintende a ogni intervento utile a fronteggiare l’emergenza sanitaria, organizzando, acquisendo e sostenendo la produzione di ogni genere di bene strumentale utile a contenere e contrastare l’emergenza stessa, o comunque necessario in relazione alle misure adottate per contrastarla, nonché programmando e organizzando ogni attività connessa, individuando e indirizzando il reperimento delle risorse umane e strumentali necessarie, individuando i fabbisogni, e procedendo all’acquisizione e alla distribuzione di farmaci, delle apparecchiature e dei dispositivi medici e di protezione individuale. Nell’esercizio di tali attività può avvalersi di soggetti attuatori e di società in house, nonché delle centrali di acquisto. Il Commissario, raccordandosi con le regioni, le province autonome e le aziende sanitarie e fermo restando quanto previsto dagli articoli 3 e 4 del presente decreto, provvede, inoltre al potenziamento della capienza delle strutture ospedaliere, anche mediante l’allocazione delle dotazioni infrastrutturali, con particolare riferimento ai reparti di terapia intensiva e sub-intensiva. Il Commissario dispone, anche per il tramite del Capo del Dipartimento della protezione civile e, ove necessario, del prefetto territorialmente competente, ai sensi dell’articolo 6 del presente decreto, la requisizione di beni mobili, mobili registrati e immobili, anche avvalendosi dei prefetti territorialmente competenti, e provvede alla gestione degli stessi. Il Commissario pone in essere ogni intervento utile per preservare e potenziare le filiere produttive dei beni necessari per il contrasto e il contenimento dell’emergenza anche ai sensi dell’articolo 5. Per la medesima finalità, può provvedere alla costruzione di nuovi stabilimenti e alla riconversione di quelli esistenti per la produzione di detti beni tramite il commissariamento di rami d’azienda, anche organizzando la raccolta di fondi occorrenti e definendo le modalità di acquisizione e di utilizzazione dei fondi privati destinati all’emergenza, organizzandone la raccolta e controllandone l’impiego secondo quanto previsto dall’art. 99».
  7. In tema si vedano M.S. Giannini, Potere di ordinanza e atti necessitati, in Giur. Compl. Cass. Civ., 1948, 391 ss.; G.U. Rescigno, Ordinanze e provvedimenti di necessità ed urgenza (diritto costituzionale e amministrativo), in Nov.mo dig. it., XII, Torino, 1965, 89 ss.; R. Cavallo Perin, Potere di ordinanza e principio di legalità, Milano, 1990; F. Satta, Ordine e ordinanza amministrativa, in Enc. Giur. Treccani, XXII, Roma, 1990; R. Cavallo Perin, Ordinanze (dir. amm.), in Diz. dir. pubb., diretto da S. Cassese, IV, Milano, 2006, 3981 ss.; M. Cerase, Ordinanze di urgenza e necessità, ivi, 3985 ss.; C. Marzuoli, Il diritto amministrativo dell’emergenza: fonti e poteri, in Annuario dell’Associazione italiana dei professori di diritto amministrativo, 2005, Milano 2006, 5 ss; A. Fioritto, L’amministrazione dell’emergenza tra autorità e garanzie, Bologna, 2008;
  8. Cfr. art. 117 d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112 «(…) Negli altri casi l’adozione dei provvedimenti d’urgenza, ivi compresa la costituzione di centri e organismi di referenza o assistenza, spetta allo Stato o alle regioni in ragione della dimensione dell’emergenza e dell’eventuale interessamento di più ambiti territoriali regionali».
  9. Cfr. Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 34 del 12 marzo 2020 “Ordinanza ai sensi dell’articolo 1 punto 5 del DPCM 11 marzo 2020 in tema di programmazione del servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale in riferimento alla gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da Covid-19” pubblicato in BURERT n.67 del 13.03.2020 (Parte Seconda); Decreto del presidente della Giunta regionale n. 39 del 16 marzo 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da Covid-19. Modifiche alle proprie precedenti ordinanze approvate con Decreto n. 34 del 12 marzo 2020 e n. 36 del 15 marzo 2020” pubblicato in BURERT n.72 del 17.03.2020 (Parte Seconda); Decreto del presidente della Giunta regionale n. 49 del 25 marzo 2020 “Ulteriore ordinanza ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in tema di misure per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da Covid-19. Disposizioni riguardanti il trasporto pubblico e proroga dell’ordinanza n. 35 del 14 marzo 2020”, pubblicato in BURERT n.90 del 26.03.2020 (Parte Seconda).
  10. Per un’analisi del rapporto Stato-Regioni alla luce del d.l. n. 19/2020 si veda tra gli altri F. Cintioli, Sul regime del lockdown in Italia (note sul decreto legge n. 19 del 25 marzo 2020), Osservatorio Emergenza Covid-19 n. 1 13 marzo 2020, in Federalismi.it, 2020, 11 ss.
  11. Cfr. Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 25 del 28 febbraio 2020 “Costituzione Unità di crisi regionale COVID-19” pubblicato in BURERT n.50 del 02.03.2020 (Parte Seconda).
  12. Cfr. Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 26 del 29 febbraio 2020 “Ridefinizione composizione Unità di crisi regionale COVID-19 istituita con decreto del Presidente n. 25/2020” pubblicato in BURERT n.50 del 02.03.2020 (Parte Seconda).
  13. Cfr. Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 28 del 5 marzo 2020 “Ulteriori misure organizzative per la gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione della sindrome da coronavirus Covid-19 – Nomina Commissario ad acta” pubblicato in BURERT n.57 del 09.03.2020 (Parte Seconda).
  14. Cfr. Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 53 del 2 aprile 2020 “Emergenza coronavirus: proroga dell’incarico del Commissario ad acta” pubblicato in BURERT n.99 del 02.04.2020 (Parte Seconda).
  15. Cfr. Ocdpc n. 630 del 3 febbraio 2020 “Primi interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili” pubblicata in GU n.32 dell’8 febbraio 2020.
  16. Cfr. Ocdpc n. 630 del 3 febbraio 2020 “Primi interventi urgenti di protezione civile in relazione all’emergenza relativa al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili” pubblicata in GU n.32 dell’8 febbraio 2020 «a) all’organizzazione ed all’effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione interessata dall’emergenza in rassegna oltre che degli interventi urgenti e necessari per la rimozione delle situazioni di pericolo per la pubblica e privata incolumità, con particolare riferimento alla prosecuzione delle misure urgenti già adottate dal Ministro della salute con le ordinanze indicate in premessa, alla disposizione di eventuali ulteriori misure di interdizione al traffico aereo, terrestre e marittimo sul territorio nazionale, al rientro delle persone presenti nei paesi a rischio ed al rimpatrio assistito dei cittadini stranieri nei paesi di origine esposti al rischio, all’invio di personale specializzato all’estero, all’acquisizione di farmaci, dispositivi medici, di protezione individuale, e biocidi, anche per il tramite dei soggetti attuatori di cui al comma 1, alla requisizione di beni mobili, mobili registrati e immobili, anche avvalendosi dei Prefetti territorialmente competenti, nonché alla gestione degli stessi assicurando ogni forma di assistenza alla popolazione interessata; b) al ripristino o potenziamento, anche con procedure di somma urgenza, della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture necessari al superamento dalla specifica emergenza ed all’adozione delle misure volte a garantire la continuità di erogazione dei servizi di assistenza sanitaria nei territori interessati, anche mediante interventi di natura temporanea».
  17. Cfr. Decreto del Capo del Dipartimento della Protezione Civile del 23 febbraio 2020 “Nomina Soggetto Attuatore Regione Emilia-Romagna” pubblicato in http://www.protezionecivile.gov.it/amministrazione-trasparente/provvedimenti/-/content-view/view/1222984.
  18. Cfr. Ordinanza contingibile e urgente n. 1 del 23 febbraio 2020 del Ministero della Salute, d’intesa con il Presidente della Regione Emilia-Romagna “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da covid- 2019” pubblicata in GU Serie Generale n.47 del 25-02-2020.
  19. Cfr. Allegato Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 16 del 24 febbraio 2020 pubblicato in BURERT n.40 del 25.02.2020 (Parte Seconda) secondo cui «sono da ritenere sospese tutte quelle manifestazioni e iniziative che, comportando l’afflusso di pubblico, esulano dall’ordinaria attività delle comunità locali; si fa riferimento ad eventi e manifestazioni di natura sportiva, culturale, sociale, economica e civica, laddove esulino dall’ordinario esercizio delle attività stesse. Vanno pertanto incluse tra le attività da sospendere manifestazioni, fiere e sagre, attrazioni e lunapark, concerti, eventi sportivi che prevedano la presenza di pubblico (campionati, tornei e competizioni di ogni categoria e di ogni disciplina) e attività di spettacolo quali rappresentazioni teatrali, cinematografiche, musicali, ecc., ivi comprese le discoteche e le sale da ballo. In via generale non sono invece ricomprese in tali attività quelle che attengono all’ordinario svolgimento della pratica corsistica e amatoriale (corsi di varia natura e allenamenti sportivi). Si precisa che potranno dunque rimanere aperti i luoghi di svolgimento dell’attività corsistica ordinaria di vario tipo (es. centri linguistici, centri musicali e scuola guida), gli impianti sportivi (centri sportivi, palestre pubbliche e private, piscine pubbliche e private, campi da gioco, ecc.), e in generale tutte le strutture quando le attività non prevedano aggregazione di pubblico (“porte chiuse”) o eccezionali concentrazioni di persone. Sono escluse da tale sospensione anche tutte le attività economiche, agricole, produttive, commerciali, di servizio e ricettive, ivi compresi i pubblici esercizi e le mense, ad eccezione di quelle richiamate di pubblico spettacolo e degli eventi e manifestazioni promozionali (fiere, mercati straordinari, meeting e convegni, sfilate, ecc.) che pertanto saranno sospesi. Sono escluse dalla sospensione le attività corsistiche aziendali, laddove non comportino significative concentrazioni di persone. Sono altresì escluse dalla sospensione le attività svolte da guide e accompagnatori turistici. In via generale non sono sospesi gli ordinari mercati settimanali. Una particolare attenzione va prestata alle attività di preminente carattere sociale. Non possono essere pertanto ricomprese nella sospensione, in via generale, attività di sostegno e supporto alle persone anziane e diversamente abili (es: servizi semiresidenziali e Centri diurni). Non si intendono sospese le celebrazioni di matrimoni ed esequie civili e religiose, anche in linea con le disposizioni adottate dalle diocesi della regione. Non possono essere inclusi nella sospensione, in via generale, neppure i Centri di aggregazione sociale (circoli ricreativi, centri sociali, centri giovani, centri anziani, orti urbani, ecc.) per la parte di ordinaria attività». La lettera B dell’art.1 comma 2, tra l’altro, prevede la chiusura dei corsi professionali. Risulta in tal senso sospesa l’erogazione delle attività di formazione rivolte ad un gruppo classe, mentre i servizi per il lavoro erogati in forma individuale (quali colloqui di orientamento) potranno svolgersi regolarmente. Resta facoltà delle autorità territorialmente competenti disporre ulteriori e specifiche prescrizioni, laddove necessarie in ragione di particolari esigenze delle comunità locali».
  20. Si fa riferimento alle disposizioni di cui all’art. 1, comma 1 lett. b, q, s dPCM 8 marzo 2020.
  21. Cfr. art. 1, comma 1, lett. n) dPCM 8 marzo 2020 in base al quale «sono consentite le attività di ristorazione e bar dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo, a carico del gestore, di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro di cui all’allegato 1 lettera d), con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione».
  22. Cfr. art. 3, comma 1, lett. l dPCM 8 marzo 2020 in base al quale «le aziende di trasporto pubblico anche a lunga percorrenza adottano interventi straordinari di sanificazione dei mezzi».
  23. Cfr. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 34 del 12 marzo 2020 pubblicata in BURERT n.67 del 13.03.2020 (Parte Seconda) secondo cui «sono adottate le seguenti misure a tutela dei passeggeri e del personale di terra e viaggiante: a. predisposizione delle necessarie comunicazioni a bordo dei mezzi, anche mediante apposizione di cartelli che indichino le corrette modalità di comportamento per l’utenza; b. gli operatori dovranno attenersi a quanto previsto dall’art. 1 comma 7 lettera d), ovvero assumere protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale; c. qualora possibile i passeggeri dovranno accedere al mezzo dalla porta posteriore: la porta anteriore dovrà essere chiusa; d. è sospesa l’attività di bigliettazione a bordo da parte degli autisti».
  24. Cfr. art. 1, comma 1, punto 2 dPCM 11 marzo 2020 2) in base al quale sono sospese «le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto. Restano, altresì, aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri e negli ospedali garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro».
  25. Cfr. art. 1, comma 1, punto 6 dPCM 11 marzo 2020 in base al quale «le pubbliche amministrazioni, assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente, anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi di cui agli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 e individuano le attività indifferibili da rendere in presenza».
  26. Cfr. art. 1 comma 1, punto 3 di cui al dPCM 11 marzo 2020 3) in base al quale sono sospese «le attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti) diverse da quelle individuate nell’allegato 2».
  27. Cfr. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 39 del 16 marzo 2020 in base alla quale «a. le Agenzie locali per la mobilità, in accordo con le Società di gestione, possono ridurre ulteriormente i servizi offerti fino alla fascia oraria delle 20.00, con garanzia degli spostamenti dei lavoratori nelle ore di punta e di maggior afflusso; b. i servizi serali e notturni (dalle ore 20.00 in poi) potranno subire maggiori riduzioni, fermo restando la garanzia di spostamento (in uscita e in entrata) ai lavoratori, quali turnisti e coloro che operano in attività ritenute essenziali dalle disposizioni vigenti; c. sono ribadite le modalità di accesso ai mezzi, già previste nell’Ordinanza n. 34 del 12 marzo 2020. In particolare, i servizi di trasporto pubblico dovranno essere erogati con mezzi idonei a consentire la salita dalla porta posteriore e a garantire a bordo la distanza di sicurezza. Nel caso i mezzi impiegati non lo consentano (ad es. per servizi a chiamata) occorre, ove possibile, procedere con la sostituzione di mezzo idoneo o, in assenza di alternativa, è consentita la soppressione del servizio, fermo restando l’autonomia decisionale delle competenti Agenzie locali per la mobilità; d. le Agenzie locali per la mobilità e le Società di trasporto sono tenute a monitorare il servizio, che potrà venire aggiornato qualora si manifestassero particolari criticità».
  28. Cfr. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 41 del 18 marzo 2020, pubblicata in BURERT n.75 del 19.03.2020 (Parte Seconda) in base alla quale «a) è consentita lungo la rete autostradale (art 2, co. 2, lett. A del codice della strada) e lungo la rete delle strade extraurbane principali (art. 2 co. 2 lettera B del codice della strada); b) è consentita limitatamente alla fascia oraria che va dalle ore sei alle ore 18 dal lunedì alla domenica, per gli esercizi posti lungo le strade extraurbane secondarie (art. 2 co. 2 lettera C del codice della strada); c) non è consentita nelle aree di servizio e rifornimento ubicate nei tratti stradali comunque classificati che attraversano centri abitati».
  29. Cfr. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 49 del 25 marzo 2020 pubblicata in BURERT n.90 del 26.03.2020 (Parte Seconda), in base alla quale «i servizi di trasporto pubblico dovranno essere erogati con mezzi idonei a consentire la salita dalla porta posteriore e a garantire a bordo la distanza di sicurezza. Nel caso i mezzi impiegati non lo consentano (ad es. per servizi a chiamata), occorre ove possibile procedere con la sostituzione di mezzo idoneo o, in assenza di alternativa, è consentita la soppressione del servizio, fermo restando l’autonomia decisionale delle competenti Agenzie locali per la mobilità».
  30. Cfr. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 57 del 3 aprile 2020 pubblicata in BURERT n.102 del 03.04.2020 (Parte Seconda), in base alla quale le prescrizioni da rispettare sono «a. garantire spazi adeguati di stoccaggio in relazione all’aumento previsto dei volumi di rifiuti in deposito al fine di scongiurare pericoli di incendi; b. garantire, oltre al rispetto delle norme tecniche di stoccaggio, adeguati sistemi di raccolta e trattamento degli eventuali ed ulteriori eluati prodotti dai materiali stoccati in relazione alle caratteristiche chimico fisiche dei rifiuti stoccati; c. prevedere sistemi di copertura, anche mobili, necessari per limitare le infiltrazioni di acque meteoriche e le emissioni odorigene, laddove necessario nel caso di stoccaggio di rifiuti organici; d. idonei sistemi di confinamento e contenimento atti a separare i quantitativi di rifiuti oggetto della presente disposizione rispetto al quantitativo ordinario».
  31. Cfr. art. 1, comma 1, lett. aa) dPCM 10 aprile 2020, secondo cui «sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto».
  32. Cfr. Ordinanza contingibile e urgente n. 1 del 3 aprile 2020 del Ministero della Salute, d’intesa con il Presidente della Regione Emilia-Romagna “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da covid- 2019” pubblicata in GU Serie Generale n.91 del 06-04-2020.
  33. Cfr. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 44 del 20 marzo 2020 pubblicata in BURERT n.80 del 20.03.2020 (Parte Seconda) secondo cui sono escluse dalla sospensione «impiego di personale prioritariamente proveniente dal distretto sanitario della Provincia di Rimini in cui ha sede l’azienda; utilizzo di ogni dispositivo di protezione specifica dal contagio necessario (mascherine, guanti e kit); sistematica sanificazione degli ambienti di lavoro; rispetto della distanza tra le persone superiore a 1,5 metri; scaglionamenti degli orari di ingresso per impedire afflussi di personale in contemporanea; impiego del personale in presenza strettamente limitato al contingente essenziale alle attività sopra indicate e ampio ricorso al lavoro a distanza e smart working; chiusura di spogliatoi e luoghi di aggregazione all’interno e all’esterno delle strutture produttive; divieto di riunioni sia all’esterno e all’interno dell’azienda con presenza fisica; chiusura degli accessi alle persone che non hanno rapporto di lavoro con le aziende».
  34. Cfr. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 44 del 20 marzo 2020 pubblicata in BURERT n.80 del 20.03.2020 (Parte Seconda) secondo cui sono ammesse esclusivamente le seguenti attività «i negozi di generi alimentari, farmacie e parafarmacie, fornai, rivenditori di mangimi per animali, edicole, distributori di carburante per autotrazione ad uso pubblico, commercio al dettaglio di materiale per ottica, produzione agricola e allevamento, servizi di rifornimento dei distributori automatici di sigarette, servizi di rifornimento delle banconote agli sportelli dei Bancomat e Postamat, attività di trasporto connesse al rifornimento di beni essenziali».
  35. Cfr. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 47 del 23 marzo 2020 pubblicata in BURERT n.85 del 23.03.2020 (Parte Seconda) «impiego di personale prioritariamente proveniente della Provincia di Piacenza in cui ha sede l’azienda; utilizzo di ogni dispositivo di protezione specifica dal contagio necessario (mascherine, guanti e kit); sistematica sanificazione degli ambienti di lavoro; rispetto della distanza tra le persone superiore a 1,5 metri; scaglionamenti degli orari di ingresso per impedire afflussi di personale in contemporanea; impiego del personale in presenza strettamente limitato al contingente essenziale alle attività sopra indicate e ampio ricorso al lavoro a distanza e smart working; chiusura di spogliatoi e luoghi di aggregazione all’interno e all’esterno delle strutture produttive; divieto di riunioni sia all’esterno che all’interno dell’azienda con presenza fisica; chiusura degli accessi alle persone che non hanno rapporto di lavoro con le aziende».
  36. Cfr. Ordinanza del Presidente della Giunta regionale n. 47 del 23 marzo 2020 secondo cui sono ammesse esclusivamente le seguenti attività «i negozi di generi alimentari, farmacie e parafarmacie, fornai, rivenditori di mangimi per animali, edicole, distributori di carburante per autotrazione ad uso pubblico, commercio al dettaglio di materiale per ottica, produzione agricola e allevamento, servizi di rifornimento dei distributori automatici di sigarette, servizi di rifornimento delle banconote agli sportelli dei Bancomat e Postamat, attività di trasporto connesse al rifornimento di beni essenziali».
  37. Cfr. L. Masala, Il liberalismo di Bruno Leoni, Soveria-Mannelli, 2003, 128.

Giovanni Mulazzani

Dottore di Ricerca in Scienze Giuridiche, in Diritto amministrativo, nell'Università degli Studi di Bologna. Avvocato nel foro di Bologna.